Da San Giovanni al Natisone a Trieste: il Consiglio dei ragazzi entra nel cuore delle istituzioni regionali
La delegazione del Comune ha visitato l’Aula del Friuli Venezia Giulia, confrontandosi con Mauro Bordin e Mauro Di Bert su politica, territorio e impegno civico
Per i ragazzi di San Giovanni al Natisone non è stata una semplice uscita didattica, ma un passaggio concreto dentro i luoghi dove si prendono decisioni che riguardano tutto il Friuli Venezia Giulia. La delegazione del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi ha raggiunto Trieste per conoscere da vicino il funzionamento dell’Assemblea regionale.
Ad accoglierli sono stati il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e il consigliere Mauro Di Bert, in un incontro costruito come dialogo aperto. I giovani partecipanti hanno voluto capire sia le regole dell’istituzione sia gli aspetti più pratici del lavoro politico quotidiano.
Con il gruppo erano presenti anche il sindaco Carlo Pali, alcuni assessori e le educatrici che seguono il progetto avviato dieci anni fa a San Giovanni al Natisone. Un’esperienza che, nel tempo, ha già prodotto risultati tangibili per il paese.
Un progetto locale che ha già lasciato il segno
Durante la visita è stato ricordato come il Consiglio dei ragazzi non sia solo un percorso simbolico. Da alcune sue proposte sono infatti nati interventi concreti, tra cui uno skate park oggi molto utilizzato e la festa di fine anno dedicata agli studenti di terza media.
È un aspetto che dà peso particolare all’iniziativa: i ragazzi arrivati a Trieste non rappresentavano soltanto una classe in visita, ma un’esperienza di partecipazione civica già capace di incidere nella vita della comunità locale.
Le domande in Aula tra curiosità personali e ruolo istituzionale
Nel confronto con Bordin, i temi affrontati sono stati diversi. I ragazzi hanno chiesto cosa significhi presiedere il Consiglio regionale, come si gestiscano i lavori dell’Aula e quale rapporto ci sia tra l’istituzione regionale e i territori.
Il presidente ha descritto il proprio incarico come un compito impegnativo ma ricco di stimoli, sottolineando il valore del contatto con amministratori e cittadini. Nel suo intervento ha anche invitato i giovani a mettersi in gioco e a coltivare con convinzione le proprie passioni.
Non sono mancate le domande più personali. Alla curiosità su quale mestiere immaginasse da bambino, Bordin ha risposto indicando il giornalista o l’avvocato. Sul possibile approdo a incarichi politici di livello nazionale, ha osservato che può rappresentare uno stimolo, ma solo se esistono le condizioni adatte.
Il Friuli Venezia Giulia visto da chi lo amministra
Un altro passaggio dell’incontro ha riguardato il giudizio sulla regione. Sollecitato dai ragazzi a indicare l’aspetto che apprezza di più del Friuli Venezia Giulia, Bordin ha spiegato di non voler scegliere un solo elemento, richiamando il livello dei servizi, le risorse disponibili e la qualità della vita.
Si è parlato anche del clima politico in Aula. Il presidente ha raccontato di affrontare le sedute con calma, pur riconoscendo che nei lavori più lunghi la stanchezza può mettere alla prova la pazienza. Sui rapporti tra consiglieri, sia lui sia Di Bert hanno evidenziato un quadro di relazioni corrette, pur nella normale dialettica tra posizioni diverse.
La mattinata si è chiusa con un momento dal valore simbolico: ai giovani amministratori sono stati consegnati il libro della Costituzione e lo Statuto del Friuli Venezia Giulia. Poi la foto di gruppo davanti all’arazzo firmato dal maestro Zigaina, immagine finale di una visita che per San Giovanni al Natisone rafforza il legame tra educazione civica e partecipazione reale.