Scuola, il Colle richiama l’inclusione mentre il governo prepara nuove regole sulle classi

All’apertura dell’anno scolastico Mattarella ribadisce il ruolo dell’istruzione come spazio di integrazione. Sul tavolo anche il piano dell’esecutivo sugli studenti stranieri.

22 settembre 2026 10:27
Scuola, il Colle richiama l’inclusione mentre il governo prepara nuove regole sulle classi -
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Nel pieno del confronto politico sulla scuola, dal Quirinale arriva un’indicazione netta: l’istruzione deve restare un luogo capace di tenere insieme differenze, famiglie e comunità. All’inaugurazione dell’anno scolastico 2026-2027, Sergio Mattarella ha rimesso al centro il valore inclusivo delle aule proprio mentre l’esecutivo lavora a un pacchetto di misure destinate ad aprire un dibattito nazionale.

Per il Friuli Venezia Giulia, territorio abituato a misurarsi con mobilità, pluralità linguistiche e integrazione, il tema tocca da vicino il lavoro quotidiano di scuole e famiglie. Le parole del presidente della Repubblica si inseriscono infatti in una discussione che riguarda non solo le regole, ma anche l’idea di comunità che l’istituzione scolastica è chiamata a costruire.

Il confronto sulle nuove norme

Il governo sta mettendo a punto interventi che potrebbero introdurre un limite alla presenza di studenti stranieri nelle classi, accompagnato da iniziative per rafforzare l’apprendimento dell’italiano e dal divieto di burqa e niqab negli istituti. Secondo quanto riportato da ANSA, il provvedimento potrebbe arrivare all’esame del Consiglio dei ministri giovedì 24 settembre sotto forma di disegno di legge, anche se il testo non è ancora definito in via finale.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’intenzione di fissare per legge una soglia massima, affiancandola ad altre misure rivolte ai casi di maggiore difficoltà di inserimento scolastico. Proprio questa prospettiva ha riportato al centro il rapporto tra inclusione, competenze linguistiche e composizione delle classi.

Il richiamo di Mattarella alla funzione della scuola

Nel suo discorso ad Amatrice, Mattarella ha insistito su un principio costituzionale preciso, ricordando che «La scuola è aperta a tutti». Il presidente ha presentato l’istruzione come uno degli strumenti più importanti per favorire l’incontro fra ragazzi di origini diverse, compresi i giovani nati in Italia da famiglie straniere.

Il capo dello Stato ha anche sottolineato che la scuola non può limitarsi a trasmettere nozioni. Deve invece creare legami con i genitori, impedire la nascita di compartimenti separati e aiutare la coesione sociale. Nel suo intervento il punto centrale è stato il rifiuto di ghetti e barriere, con l’idea di una scuola che insegni convivenza e confronto.

Il nodo lingua secondo Valditara

Alla cerimonia è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha posto l’accento sulla conoscenza dell’italiano come passaggio essenziale per evitare esclusione e fragilità nei percorsi scolastici. La sua posizione è stata sintetizzata in un passaggio molto chiaro: senza una reale padronanza della lingua, ha spiegato, diventa più difficile costruire integrazione e risultati formativi solidi.

Nel ragionamento del ministro, il tema linguistico non va letto come una discriminazione, ma come una condizione necessaria per dare agli studenti gli strumenti utili a proseguire negli studi e poi nel lavoro, dentro un quadro condiviso di diritti e doveri.

Famiglie, docenti e responsabilità educativa

Un altro passaggio forte del discorso di Mattarella ha riguardato la violenza tra giovani e quella diretta contro insegnanti e personale scolastico. Il presidente ha richiamato il peso delle prepotenze, dei gruppi che si consolidano fuori dalle classi e degli episodi che colpiscono chi lavora nella scuola.

Il messaggio è stato rivolto anche agli adulti. Secondo Mattarella, la collaborazione educativa non può venire meno proprio quando emergono tensioni o comportamenti problematici. Docenti e dirigenti, ha rimarcato, non devono essere lasciati isolati: la responsabilità è condivisa tra istituzioni, famiglie e società.

Nel suo intervento c’è stato spazio anche per un invito diretto agli studenti, chiamati a non vivere la scuola da semplici destinatari di un servizio. La partecipazione alla vita scolastica, l’attenzione agli altri e la capacità di sviluppare un pensiero autonomo restano, nel ragionamento del presidente, elementi decisivi per formare cittadini consapevoli.

Edifici scolastici, sostegno e continuità

Valditara ha richiamato poi il capitolo degli investimenti, parlando di 12 miliardi destinati complessivamente all’edilizia scolastica. A questi si aggiungono, secondo i dati indicati durante la cerimonia, 430 milioni di risorse nazionali per la sicurezza degli edifici e oltre 114 milioni per gli adeguamenti antisismici.

Non a caso la cerimonia si è svolta ad Amatrice, nell’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, a dieci anni dal sisma del 2016. Alla giornata ha preso parte anche John Elkann e il luogo scelto ha dato ulteriore peso al tema della sicurezza delle strutture scolastiche.

Il ministro ha inoltre confermato il dato di 56mila insegnanti di sostegno mantenuti quest’anno su richiesta delle famiglie, collegando questa scelta alla necessità di garantire continuità didattica agli studenti con disabilità. Nel dibattito aperto in questi giorni, tra regole nuove e richiami ai principi costituzionali, resta così sullo sfondo la questione più ampia: quale scuola l’Italia intenda costruire per i prossimi anni.

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