Scuola, Honsell contesta due scelte del ministero: "Così si indeboliscono inclusione e formazione"

Dal Friuli Venezia Giulia la presa di posizione del consigliere di Open Sinistra Fvg contro il limite agli alunni stranieri e il consenso preventivo sui temi affettivi.

24 settembre 2026 19:53
Scuola, Honsell contesta due scelte del ministero: "Così si indeboliscono inclusione e formazione" -
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Due decisioni del ministero sulla scuola aprono un nuovo fronte politico anche in Friuli Venezia Giulia. A intervenire è il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell, che giudica negativamente sia il limite previsto per gli alunni stranieri nelle classi sia l'obbligo di autorizzazione preventiva dei genitori per affrontare a scuola i temi legati alla sessualità e all'affettività.

La sua valutazione è netta: invece di aiutare il lavoro educativo, questi provvedimenti rischiano di alimentare diffidenze e divisioni. La presa di posizione, diffusa il 24 settembre 2026, tocca due nodi che riguardano da vicino il ruolo della scuola pubblica, tra inclusione degli studenti e libertà di affrontare argomenti formativi delicati ma centrali.

Il nodo del limite agli studenti stranieri

Nel mirino di Honsell c'è anzitutto il decreto che introduce un tetto alla presenza di alunni stranieri. Secondo il consigliere regionale, una scelta di questo tipo non risolve le difficoltà del sistema scolastico e può invece tradursi in conseguenze pesanti per le famiglie.

Tra gli effetti indicati c'è la possibilità di spostamenti verso istituti più lontani dall'abitazione, con ricadute sulla continuità del percorso scolastico. Honsell richiama anche un profilo più generale, osservando che una misura del genere solleva interrogativi sul piano dei principi costituzionali, proprio perché interviene su accesso e permanenza nel contesto educativo.

Affettività e sessualità, il dissenso sulla richiesta ai genitori

Il secondo punto della contestazione riguarda la necessità di un consenso preventivo delle famiglie per trattare in classe questioni legate alla sessualità. Per Honsell è un segnale sbagliato, perché riduce un ambito educativo che negli anni si è allargato ben oltre la sola informazione sanitaria.

Nella sua lettura, oggi questi percorsi comprendono anche l'educazione all'affettività e alla relazione. Per questo considera problematico trasformare tali argomenti in temi da sottoporre a una sorta di filtro preliminare, con il rischio di farli percepire come impropri o sospetti invece che parte del compito formativo della scuola.

La scuola come spazio laico di prevenzione e confronto

Honsell collega il tema anche alla prevenzione sociale. A suo giudizio, discutere in classe di affettività e sessualità può contribuire a contrastare violenza di genere, omofobia e malattie sessualmente trasmissibili, dentro un percorso educativo fondato su un approccio laico e non ideologico.

La critica politica di Open Sinistra Fvg si muove dunque su due piani paralleli: da una parte l'inclusione scolastica, dall'altra la capacità dell'istituzione di affrontare senza barriere preventive questioni che incidono sulla crescita degli studenti e delle studentesse. Nella conclusione del suo intervento, Honsell sostiene che i decreti vadano nella direzione opposta rispetto a una scuola capace di emancipare, e che finiscano invece per rafforzare il pregiudizio anziché superarlo.

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