Sicurezza sul lavoro, anche il Friuli Venezia Giulia nel percorso Anas chiuso a Mestre

L’ultima tappa del Safety Tour ha coinvolto il personale dell’area Veneto-Friuli Venezia Giulia, con focus su prevenzione, formazione e scelte quotidiane.

24 settembre 2026 17:47
Sicurezza sul lavoro, anche il Friuli Venezia Giulia nel percorso Anas chiuso a Mestre -
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La sicurezza nei cantieri e lungo la rete stradale è stata al centro dell’ultima tappa del Safety Tour promosso da Anas, conclusa il 24 settembre al Museo M9 di Mestre. L’iniziativa ha riguardato anche il personale che opera in Friuli Venezia Giulia, inserito nella struttura territoriale condivisa con il Veneto.

Per il territorio friulano il tema ha un peso diretto: chi lavora su strade, manutenzioni e infrastrutture si confronta ogni giorno con attività in cui attenzione, procedure e capacità di valutare i rischi fanno la differenza. L’incontro finale del percorso è stato pensato proprio per rafforzare questa consapevolezza.

Un percorso rivolto anche ai lavoratori del Friuli Venezia Giulia

Il progetto, intitolato “Safety Tour - Dalla Visione all’Azione”, è stato sviluppato da Anas insieme alla Fondazione LHS – Leadership in Health & Safety. Negli ultimi mesi ha toccato diverse realtà dell’azienda, fino all’appuntamento conclusivo di Mestre dedicato ai dipendenti della Struttura Territoriale Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Il filo conduttore è stato quello della prevenzione come pratica concreta, non limitata agli adempimenti formali. Al centro del confronto sono entrati il ruolo della leadership, la responsabilità personale e il contributo di ogni lavoratore nella costruzione di ambienti professionali più protetti.

Il richiamo di Anas alla responsabilità quotidiana

Ad aprire i lavori è stato Ettore de la Grennelais, responsabile della struttura territoriale Anas Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nel suo intervento ha richiamato il valore delle scelte compiute ogni giorno da azienda e dipendenti, sottolineando che la tutela delle persone passa sì da norme e procedure, ma anche dalla capacità di riconoscere un pericolo, segnalarlo e prestare attenzione a chi opera accanto.

In questa impostazione si inserisce anche la Safety Vision di Anas, sintetizzata nel messaggio “Non c’è performance senza sicurezza”. Un principio che lega qualità del lavoro, lettura dei rischi e coinvolgimento delle persone.

Gli interventi istituzionali e il programma della giornata

All’incontro hanno partecipato anche il Vicepresidente e assessore al Lavoro e Sicurezza della Regione Veneto Lucas Pavanetto e l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Zecchinato. Presenti inoltre Aurora Clazzer, responsabile QHSE di Anas, e Davide Scotti, segretario della Fondazione LHS – Leadership in Health and Safety.

Nel programma è rientrato anche #IMPROSAFE, uno spettacolo della compagnia Improforma pensato per affrontare i temi della sicurezza con il linguaggio teatrale e con il coinvolgimento diretto dei partecipanti. Una scelta che ha dato alla giornata un taglio meno formale, mantenendo però forte l’attenzione sui comportamenti nei luoghi di lavoro.

Prevenzione, formazione e obiettivo zero infortuni

Zecchinato ha evidenziato l’utilità del percorso formativo, soffermandosi sull’importanza di preparazione e programmazione sia nelle attività ordinarie sia nelle situazioni di emergenza. Nel suo intervento ha richiamato anche il Protocollo per il coordinamento delle infrastrutture stradali promosso dalla Regione con i principali gestori, con il supporto della Polizia di Stato, delle Prefetture provinciali, del coordinamento di Venezia e dell’Ufficio scolastico regionale.

La chiusura è stata affidata a Pavanetto, che ha insistito sulla necessità di trasformare regole e procedure in comportamenti concreti. Il riferimento finale è stato alla prevenzione come responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e lavoratori, con un obiettivo indicato in modo netto: puntare a zero infortuni, partendo dalla formazione e dall’attenzione quotidiana di chi opera sul campo.

Per il Friuli Venezia Giulia, coinvolto direttamente nel percorso attraverso la struttura territoriale comune con il Veneto, il messaggio che arriva da Mestre è chiaro: la cultura della sicurezza non si esaurisce in un incontro, ma richiede continuità, collaborazione e scelte coerenti ogni giorno nei cantieri e lungo la rete viaria.

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