Schubert al Miela, parte da Trieste il nuovo ciclo pianistico di Chamber Music con Luigi Carroccia
Mercoledì 27 maggio il Teatro Miela ospita il primo appuntamento di “La purezza di Schubert”, percorso dedicato alle Sonate per pianoforte.
Trieste si prepara a una serata che guarda al grande repertorio pianistico: mercoledì 27 maggio alle 20.30 il Teatro Miela accoglierà l’avvio di “La purezza di Schubert”, progetto costruito attorno all’esecuzione integrale delle Sonate per pianoforte del compositore austriaco.
L’iniziativa rientra nella Stagione Cameristica “Cromatismi 5.0” di Chamber Music Trieste e sceglie per l’apertura un interprete di profilo internazionale come Luigi Carroccia, chiamato a inaugurare un percorso destinato a svilupparsi in più concerti anche nelle prossime stagioni.
Il programma scelto per l’esordio
Per il debutto triestino del ciclo, Carroccia affronterà tre pagine molto diverse fra loro: la Sonata in la maggiore D 664, la Sonata in la minore D 784 e la Sonata in sol maggiore D 894 op. 78, conosciuta anche come “Fantasia”. Una scelta che mette subito in evidenza la varietà della scrittura schubertiana, tra slancio lirico, zone d’ombra e momenti di raccolta intensità.
La D 664, composta nel 1819 e pubblicata dopo la morte dell’autore, viene spesso considerata una sonata di dimensioni più raccolte rispetto ad altre dello stesso catalogo. Proprio questa misura più intima, unita a un carattere affettuoso e immediato, ne ha fatto nel tempo una delle opere più amate del repertorio schubertiano.
Di tutt’altro clima la D 784, anch’essa pubblicata postuma, spesso letta come una svolta verso l’ultimo Schubert pianistico. La tensione del suo impianto e l’andamento severo del discorso musicale la rendono una delle sonate più intense del compositore.
Completa il programma la D 894 del 1826, opera che trasmette un senso di calma e di concentrazione sonora. L’etichetta editoriale di “Sonata-fantasia” è rimasta nel tempo, ma l’opera viene soprattutto apprezzata per la sua cantabilità e per il colore timbrico che Schubert affida alla tastiera.
Un pianista atteso dal pubblico triestino
Il nome di Luigi Carroccia arriva a Trieste accompagnato da riconoscimenti significativi. Nel suo percorso figurano il Virtuoso Prize al Festival di Verbier, il Premio Abbado del MIUR e una medaglia speciale ottenuta in Bulgaria per le interpretazioni dedicate a Skrjabin, oltre ad altri risultati in concorsi nazionali e internazionali.
Nel corso della carriera ha preso parte anche a competizioni di primo piano come il Van Cliburn di Fort Worth, il Ferruccio Busoni di Bolzano e il Fryderyk Chopin di Varsavia. La critica straniera lo ha definito “un aristocratico del pianoforte”, sottolineando eleganza di tocco e profondità interpretativa.
La sua formazione si è sviluppata al Conservatorio Monteverdi di Bolzano, dove ha concluso gli studi con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Successivamente ha ricevuto una Junior Fellowship dal Royal Birmingham Conservatoire ed è stato Artist in Residence alla Queen Elisabeth Music Chapel di Waterloo dal 2018 al 2022.
L’attività concertistica lo ha portato in sale e festival in Italia e all’estero, dal Duszniki-Zdrój International Chopin Piano Festival al Miami International Piano Festival, fino a palcoscenici come Flagey di Bruxelles, la Symphony Hall di Birmingham, il Museo Teatrale alla Scala di Milano e la Salle Bourgie di Montreal.
Il progetto nella stagione musicale cittadina
Il ciclo dedicato alle Sonate di Schubert si inserisce nella 31ª Stagione Cameristica di Chamber Music Trieste, ideata dalla direttrice artistica Fedra Florit. Per la città si tratta di un appuntamento che rafforza il dialogo fra programmazione locale e grandi itinerari del repertorio europeo.
La stagione è sostenuta dal MIC - Ministero della Cultura, dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia - Assessorato alla Cultura, da Banca Mediolanum e da Zoogami. I biglietti per la serata sono disponibili attraverso TicketPoint Trieste.
L’apertura del 27 maggio al Teatro Miela non rappresenta quindi soltanto un concerto, ma il primo tassello di un disegno più ampio che porterà a Trieste l’intero universo pianistico delle Sonate di Schubert, affidato all’esperienza e alla sensibilità di Luigi Carroccia.