Sappada, escursionista udinese ferito in quota: recupero aereo sulla Cima della Pannocchia

Il 60enne si è fatto male a una gamba a circa 2.300 metri. Decisivo l’intervento dell’elicottero Falco, con trasporto in ospedale a Pieve di Cadore.

06 agosto 2026 16:35
Sappada, escursionista udinese ferito in quota: recupero aereo sulla Cima della Pannocchia -
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Un nuovo intervento in montagna ha riguardato un escursionista friulano sopra Sappada. A riportare le conseguenze più serie è stato un uomo di 60 anni, residente a Udine, bloccato in alta quota dopo un infortunio a una gamba lungo la Cima della Pannocchia.

L’episodio si è verificato nel gruppo del Creton di Clap Grande, in un’area dove il terreno alterna rocce e passaggi esposti. Proprio le caratteristiche del punto in cui si trovava l’escursionista hanno reso necessario il recupero dall’alto.

L’allerta è arrivata alla stazione di Sappada del Soccorso Alpino attraverso la centrale Sores nella fascia di tarda mattinata, tra le 11.45 e le 12.20. In parallelo è stato attivato l’elisoccorso veneto Falco, partito dalla base di Pieve di Cadore.

Il ferimento lungo il tratto roccioso

Secondo quanto ricostruito, il sessantenne stava avanzando a circa 2.300 metri di altitudine, muovendosi tra le rocce, quando ha subito un trauma a un arto inferiore. Dopo l’infortunio non era più in grado di continuare il percorso da solo.

Per questo è stata predisposta un’operazione rapida, con i tecnici pronti a supportare l’equipaggio del velivolo nel caso fosse stato necessario un intervento diretto a terra.

Recupero senza atterraggio

Una volta localizzato il punto, l’elicottero ha effettuato il recupero con il verricello, soluzione obbligata in un contesto dove non c’erano spazi adatti per posare il mezzo. L’uomo è stato raggiunto, assicurato e issato a bordo per il successivo trasferimento sanitario.

Dopo le prime cure, il ferito è stato accompagnato all’ospedale di Pieve di Cadore, dove è stato preso in carico dal personale medico per gli accertamenti del caso.

Il supporto della stazione di Sappada

Durante tutta la missione, tre operatori della stazione sappadina del Soccorso Alpino sono rimasti al campo base, pronti a entrare in azione se le condizioni sul posto lo avessero richiesto.

Si tratta dell’ennesimo intervento che richiama l’attenzione sulla prudenza necessaria nei percorsi d’alta montagna, soprattutto nei tratti più tecnici. L’operazione si è chiusa con il ricovero dell’escursionista e con il rientro dei soccorritori dopo il recupero in quota.

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