Sanità territoriale in Fvg, Novelli difende il piano: «Le Case della comunità già operative sono 23»

Il consigliere regionale di Forza Italia risponde alle critiche del Pd e richiama accordi con i medici, obiettivi Pnrr e servizi già avviati sul territorio.

20 agosto 2026 18:03
Sanità territoriale in Fvg, Novelli difende il piano: «Le Case della comunità già operative sono 23» -
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Il confronto politico sulla sanità di prossimità in Friuli Venezia Giulia si riaccende attorno alle Case della comunità. A prendere posizione è il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli, che respinge le contestazioni arrivate dal Partito democratico e rivendica l’avanzamento del percorso regionale legato al Pnrr.

Secondo Novelli, il punto centrale è che in regione risultano attivate 23 strutture previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per l’esponente azzurro, dunque, non si può ridurre il lavoro fatto a una sequenza di inaugurazioni simboliche, perché il progetto starebbe già producendo una rete territoriale in linea con il modello organizzativo previsto per l’assistenza fuori dall’ospedale.

La replica politica dopo le critiche del Pd

Nel mirino del consigliere ci sono in particolare le osservazioni del segretario provinciale del Pd di Udine, Luca Braidotti, che aveva sollevato il tema del rapporto tra Regione e medici di medicina generale. Novelli contesta questa lettura e sostiene che eventuali richieste di chiarimento su aspetti pratici o organizzativi non possano essere trasformate nella prova di un dialogo assente.

La sua linea è netta: le questioni applicative vanno affrontate nelle sedi di confronto istituzionale, senza usare un tema tecnico per sostenere un giudizio politico più ampio sull’intera riforma della sanità territoriale.

Gli incontri già avviati con la medicina generale

Per sostenere questa ricostruzione, Novelli richiama alcuni passaggi già avvenuti. Il primo risale a ottobre 2025, quando la Regione ha firmato con tutte le sigle sindacali dei medici di famiglia l’accordo integrativo. L’intesa prevede, su base volontaria, la possibilità di svolgere attività nelle Case della comunità fino a dieci ore settimanali aggiuntive.

Un altro momento indicato dal consigliere è quello del 4 maggio 2026, data in cui l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha incontrato Fimmg, Fmt, Snami e Smi. In quell’occasione, riferisce Novelli, il confronto ha riguardato sia la riforma della medicina generale sia il ruolo che i professionisti dovranno avere all’interno delle nuove strutture territoriali.

Da qui la tesi politica di Forza Italia: se Fimmg, Smi e Snami pongono oggi dubbi sull’interpretazione delle disposizioni relative ai turni, il nodo va discusso con la Regione, ma questo non autorizza a parlare di assenza cronica di confronto.

I numeri richiamati dalla maggioranza regionale

Nel merito dei risultati, Novelli afferma che il Friuli Venezia Giulia ha raggiunto il target fissato dal Pnrr per l’attivazione delle 23 Case della comunità previste. Richiama inoltre il quadro del Dm 77, il decreto che disegna la nuova architettura della sanità territoriale, fondata su cure primarie, assistenza domiciliare, specialistica, infermieri e presa in carico dei pazienti cronici.

L’obiettivo, nella lettura proposta dal consigliere, è alleggerire progressivamente la pressione sugli ospedali e spostare sul territorio una parte delle risposte sanitarie ai bisogni che non richiedono il ricorso al pronto soccorso.

Nel suo intervento viene citato anche il referto della sezione regionale della Corte dei conti, che secondo Novelli avrebbe espresso una valutazione favorevole sul percorso seguito dalla Regione e sul conseguimento degli obiettivi collegati al Pnrr per queste strutture.

I casi citati tra Friuli occidentale e Cividale

Tra gli esempi portati dal consigliere c’è il Friuli occidentale, area nella quale, sostiene, sarebbe stato centrato il 100 per cento dei target previsti sia dal Pnrr sia dal Dm 77. In quelle Case della comunità, aggiunge, la presenza medica sarebbe assicurata dodici ore al giorno per sette giorni alla settimana.

Novelli indica poi Cividale come una struttura già funzionante, con servizi attivi e personale presente. È su questi esempi che il consigliere prova a fondare la sua replica alle opposizioni, insistendo sul fatto che la rete territoriale non sia solo sulla carta ma già in una fase operativa.

Una riforma aperta, con il problema del personale

Nella sua presa di posizione, Novelli riconosce comunque che il percorso non è chiuso e che restano questioni da risolvere. Le Case della comunità, osserva, rappresentano un cambiamento profondo dell’organizzazione sanitaria e una trasformazione di questa portata richiede aggiustamenti e passaggi di confronto.

Tra i nodi più pesanti resta quello della carenza di medici e professionisti sanitari, criticità che non riguarda soltanto il Friuli Venezia Giulia ma l’intero sistema nazionale. In questo quadro, la maggioranza regionale continua a indicare come priorità il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, della continuità delle cure e della gestione delle cronicità.

Per Forza Italia, in sintesi, le Case della comunità sono uno dei pilastri della riorganizzazione della sanità territoriale in Fvg. La linea ribadita da Novelli è quella di proseguire sulla riforma mantenendo aperto il confronto con i medici di medicina generale e con le altre professioni coinvolte nei servizi di prossimità.

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