Sanità territoriale in Friuli Venezia Giulia, polemica sul personale delle Case di comunità

Dalla segnalazione emersa a Pordenone, Honsell torna a contestare il ricorso ai gettonisti e chiede di rafforzare chi lavora stabilmente nel servizio pubblico.

14 agosto 2026 19:03
Sanità territoriale in Friuli Venezia Giulia, polemica sul personale delle Case di comunità -
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Il confronto sulla sanità di prossimità in Friuli Venezia Giulia si riaccende a partire dal tema del personale. Al centro ci sono le Case di comunità, strutture su cui la Regione ha puntato per rafforzare l'assistenza sul territorio, ma che secondo le opposizioni continuano a mostrare criticità nella copertura degli organici.

A rilanciare la questione è il consigliere regionale Furio Honsell, che richiama quanto segnalato nei giorni scorsi da Elvia Micheli, consigliera comunale di Pordenone. Il punto contestato riguarda il peso crescente dei professionisti chiamati con incarichi a gettone e il divario, economico e contrattuale, rispetto ai lavoratori dipendenti del sistema sanitario pubblico.

Il caso politico riparte da Pordenone

La presa di posizione nasce infatti da una denuncia partita dal territorio pordenonese, dove Micheli ha messo sotto osservazione il funzionamento delle Case di comunità e le modalità con cui viene garantita la presenza del personale. Da lì il tema è tornato sul tavolo regionale, con l'accusa che il modello adottato finisca per favorire chi entra con incarichi esterni rispetto a chi opera stabilmente nelle strutture pubbliche.

Per Honsell, il ricorso ai gettonisti non rappresenterebbe un episodio isolato, ma il segnale di una difficoltà più ampia nel rendere davvero operative queste sedi senza appoggiarsi a soluzioni temporanee.

Il nodo tra costi e attrattività del servizio pubblico

Nel merito, il consigliere di Open Sinistra Fvg sostiene che le risorse impiegate per coprire i turni con personale a gettone dovrebbero essere orientate in altra direzione. L'obiettivo, nella sua lettura, dovrebbe essere quello di valorizzare i dipendenti del servizio sanitario regionale e rendere più appetibili i ruoli pubblici.

Il ragionamento politico è legato anche a un problema più generale: se il sistema riconosce condizioni più favorevoli a chi viene chiamato dall'esterno, diventa più difficile trattenere il personale interno e arginare il fenomeno delle dimissioni volontarie.

Case di comunità aperte, ma con quali organici

Uno dei passaggi centrali della critica riguarda l'effettiva funzionalità delle strutture territoriali annunciate dalla Regione. Secondo Honsell, il problema non è solo l'apertura formale delle Case di comunità, ma la possibilità di farle lavorare a pieno regime con organici adeguati e stabili.

Da qui l'obiezione politica: se per garantire i servizi serve fare affidamento soprattutto sui gettonisti, allora il progetto della sanità territoriale rischia di poggiare su basi fragili. Il tema, quindi, non riguarda soltanto la spesa, ma anche la tenuta organizzativa del sistema.

La richiesta alla Regione

Nella sua nota, Honsell chiama in causa direttamente il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e l'assessore alla Salute Riccardo Riccardi, chiedendo un cambio di impostazione nella gestione del personale. La richiesta è quella di una revisione profonda delle scelte compiute finora sul fronte del reclutamento e della valorizzazione degli operatori pubblici.

La polemica, partita da Pordenone e allargata al piano regionale, riporta così al centro una domanda che interessa tutto il Friuli Venezia Giulia: come rendere solide le Case di comunità senza affidarne il funzionamento a un equilibrio precario tra carenza di organici e incarichi a gettone.

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