Sanità di prossimità, nel Pordenonese cresce la rete: cinque Case della comunità già in funzione

Nel Friuli occidentale il piano territoriale finanziato dal Pnrr vale 16 milioni. Azzano Decimo è l’ultima sede attesa, con apertura prevista entro il 2026.

09 luglio 2026 22:26
Sanità di prossimità, nel Pordenonese cresce la rete: cinque Case della comunità già in funzione -
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La riorganizzazione della sanità territoriale nel Pordenonese entra in una fase concreta: cinque Case della comunità risultano già attive nel Friuli occidentale, mentre ad Azzano Decimo il nuovo presidio è atteso entro la fine del 2026. Il quadro è stato illustrato a Pordenone nel corso di un aggiornamento dedicato allo sviluppo della rete sanitaria di prossimità.

Al punto stampa hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, il direttore generale di Asfo Giuseppe Tonutti e il direttore sanitario Michele Chittaro. Al centro, lo stato di avanzamento degli interventi sostenuti dal Pnrr e l’organizzazione dei servizi che dovranno alleggerire la pressione sugli ospedali.

Le sedi già operative nel territorio pordenonese

Nel dettaglio, le strutture finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza già entrate in attività nel Friuli occidentale sono cinque. Le prime aperture hanno riguardato Sacile e Maniago, avviate nel dicembre 2025; successivamente si sono aggiunte Cordenons, San Vito al Tagliamento e Spilimbergo.

Si tratta di una quota significativa delle 23 Case della comunità previste complessivamente in Friuli Venezia Giulia. Per l’area della Destra Tagliamento, secondo i dati presentati, gli obiettivi fissati dal Pnrr e dal decreto ministeriale 77 risultano raggiunti.

A Pordenone il servizio trova già spazio nella Cittadella della Salute, situazione che non ha richiesto nuovi stanziamenti dedicati. Diverso il caso di Azzano Decimo, dove l’intervento è sostenuto con fondi regionali e dovrebbe arrivare al completamento entro il 2026.

Quanto vale il piano e come cambia l’assistenza

L’investimento per il Friuli occidentale ammonta a 16 milioni di euro. Nella lettura della Regione, queste strutture rappresentano uno dei cardini dell’assistenza di prossimità: l’obiettivo è offrire un riferimento più vicino ai cittadini e intercettare bisogni sanitari che non richiedono il ricorso all’ospedale.

Durante l’incontro è stato ricordato anche il modello organizzativo previsto per le Case della comunità, con presenza medica garantita per dodici ore al giorno, sette giorni su sette. Un’impostazione che punta a rendere più accessibili i servizi sanitari sul territorio.

Il dato sull’assistenza domiciliare e il nodo degli accessi in ospedale

Nel bilancio tracciato da Asfo trova spazio anche l’assistenza domiciliare integrata. Nel Friuli occidentale il target nazionale del 10 per cento è stato superato, arrivando vicino al 12 per cento, segnale che la presa in carico fuori dalle strutture ospedaliere sta crescendo.

Secondo la Regione, il rafforzamento della rete composta da Case della comunità, Centrali operative territoriali e numero unico 116117 dovrebbe tradursi in cure più appropriate e in un miglior orientamento dei cittadini verso i servizi disponibili.

Case della comunità, nel Pordenonese attivate 5 sedi Pnrr: Azzano Decimo entro fine 2026
Case della comunità, nel Pordenonese attivate 5 sedi Pnrr: Azzano Decimo entro fine 2026

Nel ragionamento presentato a Pordenone pesa anche l’obiettivo di ridurre i ricoveri evitabili e limitare gli accessi non urgenti ai pronto soccorso. La linea è quella di spostare una parte della risposta sanitaria più vicino alle comunità locali, costruendo percorsi alternativi all’ospedalizzazione quando possibile.

La prossima partita è far conoscere i servizi

Accanto alla realizzazione delle sedi, la Regione individua ora un altro passaggio decisivo: spiegare bene ai cittadini che cosa possono trovare nelle Case della comunità e quando questi presidi possono diventare il primo punto di riferimento.

Su questo fronte dovrebbe essere coinvolta anche la rete locale del volontariato e del Terzo settore. Nel Friuli occidentale è attivo un comitato che riunisce 43 associazioni impegnate in ambito sanitario e sociale, indicato come uno dei soggetti che potranno aiutare a diffondere informazioni e favorire l’utilizzo dei nuovi servizi da parte della popolazione.

Nel quadro regionale, Riccardi ha richiamato anche l’aumento del 16 per cento delle prestazioni ambulatoriali erogate sul territorio in Friuli Venezia Giulia, dato che viene collegato al rafforzamento della medicina di prossimità. Per il Pordenonese, il passaggio successivo sarà trasformare le nuove strutture in un’abitudine concreta per i cittadini.

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