Ricerca subacquea, il Friuli Venezia Giulia rilancia: un milione nel 2026 tra Taras, nuovi bandi e Area Test
La Giunta regionale indirizza nuove risorse al sistema della ricerca subacquea: confermata la fase successiva di Taras e uno studio tecnico sulle aree di prova.
Il Friuli Venezia Giulia sceglie di rafforzare anche nel 2026 uno dei comparti su cui sta costruendo una parte della propria specializzazione tecnologica: quello della dimensione subacquea. La Giunta regionale ha infatti deciso di destinare un ulteriore milione di euro a progetti collegati a #IHUB FVG-PNS, con l'obiettivo di sostenere ricerca applicata, sviluppo e attività preparatorie su infrastrutture dedicate.
La misura riguarda tre linee precise: l'avvio di nuovi progetti del cosiddetto Batch 4, la prosecuzione del progetto Taras con la sua terza fase e un approfondimento tecnico sulle aree individuate per l'Area Test Subacquei. La scelta è stata formalizzata nell'ambito dell'intesa tra Regione, Ministero dell'Università e della Ricerca e Polo nazionale della dimensione subacquea.
Le tre destinazioni del finanziamento
Una parte delle risorse servirà al cofinanziamento dei nuovi interventi previsti nel Batch 4, cioè ulteriori filoni di lavoro da inserire nel percorso già avviato sul fronte dell'innovazione subacquea. Un altro segmento del fondo andrà invece a sostenere la fase 3 di Taras, progetto che per l'amministrazione regionale mantiene un ruolo centrale nel rapporto costruito con il Polo nazionale.
Il terzo capitolo riguarda lo studio di fattibilità dell'Area Test Subacquei. In questo caso si parla di verifiche di dettaglio sul piano geodetico, geofisico e ambientale, elementi ritenuti necessari per valutare con maggiore precisione le caratteristiche delle aree interessate.
Taras prosegue dopo le prime due fasi
Per Taras non si tratta di un esordio, ma di una prosecuzione. La Regione aveva già sostenuto le prime due tappe del progetto e con questo nuovo stanziamento sceglie di accompagnarne lo sviluppo anche nel 2026. La continuità dell'intervento segnala la volontà di non interrompere un'iniziativa considerata strategica all'interno delle politiche regionali legate a ricerca e trasferimento tecnologico.
Nel disegno complessivo, il progetto si inserisce in una filiera che punta a coinvolgere competenze scientifiche, tecniche e produttive presenti in Friuli Venezia Giulia, cercando ricadute concrete non solo sul piano della sperimentazione ma anche su quello delle opportunità per il territorio.
La linea della Regione sul polo subacqueo
A spiegare l'impostazione del provvedimento è stata l'assessore regionale all'Università e ricerca Alessia Rosolen, che ha collegato la decisione alla collaborazione sviluppata con il Polo nazionale della dimensione subacquea. La scelta, nelle valutazioni della Regione, è quella di concentrare tutte le risorse disponibili su attività ritenute capaci di tenere insieme ricerca avanzata, innovazione e possibili effetti sul tessuto locale.
Il riferimento è a un sistema regionale che comprende università, centri di ricerca e realtà produttive in grado di inserirsi in percorsi tecnologici di livello elevato. L'investimento, in questa chiave, viene letto come uno strumento per consolidare il posizionamento del Friuli Venezia Giulia in un settore considerato strategico.
Il quadro entro cui si muove l'intervento
La decisione si inserisce nel perimetro previsto dalla legge regionale di stabilità 2024, che consente all'amministrazione di stipulare accordi con strutture statali per iniziative con effetti sul territorio. Tra gli obiettivi richiamati ci sono il sostegno al sistema produttivo e della ricerca, il trasferimento tecnologico, la transizione verde e digitale, la sperimentazione preindustriale e la disponibilità di infrastrutture dedicate a test e sviluppo.
Per il 2026, dunque, il milione approvato dalla Giunta segue una traiettoria definita: nuovi progetti del Batch 4, prosecuzione di Taras e studio tecnico sull'Area Test Subacquei. È su questi tre assi che la Regione punta a dare continuità a una strategia che guarda alla ricerca come leva di crescita e specializzazione per il Friuli Venezia Giulia.