A Ragogna la memoria del Friuli passa dalla musica: omaggio a Sante Boscarello con la Julia e Toni Capuozzo
Nella chiesa del paese un appuntamento inserito nelle iniziative per i 50 anni dal sisma: in scena il Coro della Brigata Alpina Julia 1982-1984 con Glauco Venier
Non solo commemorazioni istituzionali, ma anche momenti capaci di tenere insieme storia personale e memoria collettiva. A Ragogna, nella chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, la serata dedicata a Sante Boscarello ha riportato al centro una figura simbolica per il territorio, dentro il programma che accompagna il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli.
L'iniziativa ha proposto un intreccio tra identità friulana, ricordo della guerra e patrimonio alpino, affidato al Coro della Brigata Alpina Julia degli anni 1982-1984. Accanto al coro, la voce recitante di Toni Capuozzo e il pianoforte del maestro Glauco Venier hanno dato forma a un appuntamento pensato come tributo all'alpino Boscarello, reduce della campagna di Russia.
Un evento dentro il calendario dei 50 anni dal sisma
La serata di Ragogna si colloca nel percorso di manifestazioni che in varie località friulane stanno rileggendo i cinquant'anni dal sisma del 1976. Non un richiamo solo storico, ma una riflessione pubblica su ciò che quel terremoto ha lasciato nelle comunità: ferite, capacità di reagire e senso di appartenenza.
In questo quadro, il concerto ha assunto un significato particolare perché ha unito il ricordo della ricostruzione a quello degli alpini, due elementi che in Friuli continuano a rappresentare un pezzo importante della memoria condivisa. L'appuntamento si inserisce nello stesso filone di altre iniziative culturali già proposte sul territorio nelle settimane dedicate all'anniversario.
Il ricordo di Boscarello e il filo con la storia friulana
Al centro dell'incontro c'era la figura di Sante Boscarello, evocata come testimonianza di una generazione segnata dalla guerra e dalla fatica del dopoguerra. Il suo nome è diventato il punto di partenza per una narrazione più ampia, capace di parlare non soltanto di una vicenda individuale, ma di un patrimonio umano che in Friuli conserva ancora un forte valore simbolico.
Il programma artistico ha alternato canti alpini, richiami alla tradizione popolare e passaggi legati ai racconti di guerra. La presenza di Capuozzo ha accompagnato il percorso con interventi pensati per dare continuità ai temi della serata, mentre Venier ha completato la proposta musicale al pianoforte.
La presenza della Regione alla serata di Ragogna
All'appuntamento ha preso parte anche l'assessore regionale alla Salute e alla Protezione civile Riccardo Riccardi. Nel suo intervento ha richiamato il valore dell'iniziativa nel contesto delle celebrazioni per i cinquant'anni dal terremoto, sottolineando la capacità della serata di mettere insieme il ricordo del sisma, la stagione della ricostruzione e la vicenda storica degli alpini.
Per la Regione, il concerto ha rappresentato anche un segno concreto di attenzione verso il lavoro di memoria che accompagna questo anniversario. Ragogna ha così ospitato un evento dal forte profilo culturale, in cui musica e parole hanno offerto alla comunità un'occasione per rileggere il passato friulano senza separare storia locale, sacrificio e rinascita.
La tappa andata in scena nel paese si aggiunge quindi al mosaico di iniziative con cui il Friuli sta ricordando il 1976. In una cornice raccolta come quella della chiesa, il tributo a Boscarello ha trovato una dimensione particolarmente adatta: quella di una memoria condivisa che continua a parlare al presente.