Majano affida alla musica il ricordo di Sante Boscarello nel cinquantesimo del sisma
Nella chiesa parrocchiale un appuntamento tra canto, racconto e memoria collettiva con il Coro della Julia, Toni Capuozzo e Glauco Venier
La memoria del Friuli è passata da Majano attraverso una serata costruita attorno a una figura simbolica del territorio: il maresciallo capo Sante Boscarello, alpino majanese ricordato con il concerto-racconto “Con il cuore nello zaino”.
L’iniziativa si è tenuta nella chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo ed è entrata nel programma legato ai cinquant’anni dal terremoto del 1976, una ricorrenza che in queste settimane sta riportando al centro vicende personali e pagine collettive della storia friulana.
Il pubblico ha seguito un percorso che ha unito parole e musica, mettendo in primo piano la dimensione umana dell’esperienza alpina. La vicenda di Boscarello è diventata così il punto di partenza per un racconto più ampio, capace di parlare a un’intera comunità.
Protagonisti della serata sono stati il Coro della Brigata Alpina “Julia” delle classi ’82-’83-’84, diretto dal maestro Luca Bonutti, il pianista Glauco Venier e la voce narrante di Toni Capuozzo.
Un omaggio che parla anche al Friuli di oggi
L’appuntamento è stato realizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e ha assunto un significato che va oltre il semplice tributo personale. Nel ricordo di Boscarello si sono intrecciati temi come il senso di appartenenza, la solidarietà e la responsabilità verso gli altri.
Durante la serata è intervenuto il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil, che ha richiamato il valore di questo tipo di iniziative nel trasformare una storia individuale in una memoria condivisa, riconoscibile da molti friulani e da tanti Alpini del Novecento.
Secondo Anzil, proprio l’incontro tra narrazione, musica e partecipazione pubblica rende possibile consegnare questi contenuti anche alle generazioni più giovani, mantenendo vivo un patrimonio civile oltre che affettivo.
Majano nel calendario dei cinquant’anni dal terremoto
La tappa ospitata a Majano si inserisce nel quadro delle manifestazioni dedicate al sisma del 1976, un anniversario che sta spingendo istituzioni e comunità locali a rileggere luoghi, ferite e ricostruzione attraverso linguaggi diversi.
Nell’intervento istituzionale è stato ribadito anche il ruolo della cultura come strumento per custodire la memoria dei territori e aiutare le comunità a riconoscersi nelle proprie radici, soprattutto in una terra come quella friulana dove il ricordo del terremoto resta parte dell’identità collettiva.
Alla serata erano presenti anche il sindaco di Majano Elisa De Sabbata e il giornalista Fausto Biloslavo. L’incontro ha confermato come, in un centro profondamente legato alla storia del sisma, il ricordo possa ancora diventare occasione di partecipazione e consapevolezza pubblica.