Province, parte il tavolo che deciderà quali competenze torneranno ai nuovi enti
La Regione ha approvato la Cabina di regia prevista dalla riforma: coinvolti assessori, direttori centrali, presidenti delle Province e Anci.
Il ritorno delle Province in Friuli Venezia Giulia entra adesso nella sua fase più concreta. La Giunta regionale ha dato il via libera alla Cabina di regia che dovrà impostare il passaggio delle funzioni ai nuovi enti di area vasta, uno snodo decisivo per tradurre la riforma in atti amministrativi e servizi organizzati sul territorio.
L'organismo nasce nell'ambito della legge regionale 7/2026 e avrà il compito di mettere ordine in un percorso complesso: stabilire quali competenze potranno essere affidate alle Province e con quali modalità, evitando una redistribuzione disomogenea tra le diverse realtà friulane e regionali.
Un coordinamento unico per la fase operativa
La scelta della Regione punta a concentrare valutazioni e indirizzo politico in una sede unitaria, così da accompagnare il riassetto istituzionale con criteri condivisi. L'obiettivo indicato è quello di tenere insieme visione generale e applicazione pratica, senza procedere per singoli trasferimenti scollegati tra loro.
La Cabina di regia avrà sede nella Direzione centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell'immigrazione. Alla presidenza ci sarà l'assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, che ha proposto il provvedimento approvato dall'esecutivo regionale.
Chi siederà al tavolo regionale
Faranno parte della struttura l'assessore alle Finanze, gli altri assessori regionali e i direttori centrali interessati a seconda delle materie trattate, insieme al direttore generale della Regione. Prevista anche la presenza dei presidenti delle Province e del presidente di Anci.
Secondo quanto spiegato da Roberti, la prima convocazione potrebbe arrivare entro la fine dell'estate 2026. L'intenzione è accelerare sull'individuazione delle funzioni che potranno essere trasferite ai nuovi enti provinciali.
La fase provvisoria prima dei nuovi vertici provinciali
La delibera affronta anche il periodo che precederà l'elezione dei presidenti delle Province. In questa fase transitoria, la rappresentanza degli enti sarà affidata inizialmente ai direttori generali degli Enti di decentramento regionale e poi ai commissari straordinari, secondo quanto stabilito dall'articolo 46 della legge di riforma.
Si tratta di una soluzione ponte che consente di rendere subito attivo il confronto istituzionale, senza aspettare il completamento degli organi politici e amministrativi dei nuovi enti.
I criteri che guideranno il trasferimento
Nella definizione delle competenze da assegnare alle Province, la Regione indica alcuni riferimenti precisi: sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e coerenza tra funzioni attribuite e risorse disponibili. Sono i principi che dovranno orientare le prossime decisioni.
Per i territori del Friuli, il nodo sarà capire come redistribuire i compiti mantenendo servizi essenziali omogenei e risposte vicine ai cittadini. È su questo equilibrio che si giocherà la parte più delicata della riforma, ora entrata nella sua fase di attuazione concreta.
Con l'istituzione della Cabina di regia, la Regione apre quindi il cantiere amministrativo che accompagnerà il ritorno delle Province. Il prossimo passaggio sarà tradurre i principi della legge in scelte operative capaci di incidere davvero sull'organizzazione locale.