Case più efficienti, la Regione prepara gli aiuti ai condomìni del Friuli Venezia Giulia: domande dal 2026

Contributi a fondo perduto per lavori sulle parti comuni degli edifici: finestra aperta fino al 2027, fondi assegnati secondo l’ordine di arrivo.

07 agosto 2026 18:06
Case più efficienti, la Regione prepara gli aiuti ai condomìni del Friuli Venezia Giulia: domande dal 2026 -
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Per molti condomìni friulani il prossimo passaggio decisivo sarà la programmazione dei lavori. La Regione Friuli Venezia Giulia ha infatti definito una nuova misura dedicata all’efficienza energetica degli edifici condivisi, con apertura delle domande prevista nella seconda metà di settembre 2026.

Il meccanismo scelto è quello a sportello: chi presenterà prima la richiesta avrà più possibilità di accedere ai fondi. La finestra, secondo quanto annunciato, resterà attiva per tutto il 2027.

Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante. L’obiettivo è favorire interventi capaci di migliorare il rendimento energetico degli immobili e, allo stesso tempo, alleggerire la spesa per il riscaldamento e limitare la dispersione termica.

A chi è rivolta la misura

I destinatari sono condomìni, condomìni parziali e supercondomìni che superano le otto unità immobiliari. L’accesso al contributo riguarda però soltanto le quote millesimali riferite alle abitazioni accatastate nelle categorie da A1 ad A6 e A11, a condizione che siano intestate a persone fisiche.

Il sostegno economico non riguarda interventi interni ai singoli appartamenti, ma opere eseguite sulle parti comuni dell’edificio. È un aspetto importante per molte realtà residenziali del Friuli, dove gli interventi più costosi si concentrano proprio su facciate, coperture e impianti centralizzati.

Le opere che rientrano nel bando

La Regione ha individuato tre gruppi di interventi ammessi. Il primo comprende le ristrutturazioni importanti di primo livello, cioè i lavori che coinvolgono oltre il 50% della superficie disperdente lorda dell’edificio insieme al rifacimento dell’impianto termico.

Nel secondo gruppo rientrano le ristrutturazioni importanti di secondo livello, che interessano più del 25% della superficie disperdente lorda e possono comprendere anche l’impianto di climatizzazione invernale.

C’è poi la riqualificazione energetica, formula che include gli interventi non classificabili nelle prime due categorie ma comunque utili ad aumentare la prestazione dell’edificio. In questa voce possono rientrare sia opere sull’involucro sia lavori sugli impianti.

Percentuali e tetti previsti

Per gli interventi di primo livello il contributo copre il 40% della spesa ritenuta ammissibile, con un limite massimo fissato a 300mila euro. La stessa percentuale, pari al 40%, è prevista anche per le ristrutturazioni di secondo livello, ma con un massimale che scende a 150mila euro.

Per la riqualificazione energetica il sostegno si ferma al 30% della spesa ammissibile, fino a un massimo di 100mila euro. È prevista però una condizione più favorevole per i condomìni dove la maggioranza dei millesimi appartiene ad Ater: in quel caso la quota sale al 40%.

La misura prevede inoltre un incremento aggiuntivo fino a 20mila euro quando i lavori comportano la sostituzione di impianti alimentati esclusivamente a gasolio con sistemi più efficienti dal punto di vista energetico.

Cosa dovranno valutare gli amministratori

Per gli amministratori condominiali e per le assemblee il fattore tempo avrà un peso concreto, perché l’assegnazione seguirà l’ordine di presentazione delle istanze. Questo significa che la fase preparatoria, tra verifica dei requisiti e definizione degli interventi, sarà decisiva già nei mesi precedenti all’apertura del bando.

La Regione ha anche comunicato l’intenzione di organizzare incontri pubblici per spiegare contenuti, requisiti e modalità di accesso. Un passaggio utile soprattutto per i condomìni che stanno valutando opere complesse e vogliono capire in anticipo quali spese possano rientrare davvero nel contributo.

Per il patrimonio condominiale del Friuli Venezia Giulia si tratta di una finestra che può incidere su edifici energivori e costi di gestione. Da qui a settembre 2026, per molte assemblee, il lavoro sarà capire se i progetti in cantiere possono trasformarsi in domande pronte a partire fin dai primi giorni utili.

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