Province, il Consiglio regionale entra nel vivo: due giorni chiave tra riforma e istanze dai territori

A Trieste il 29 e 30 giugno l’esame del ddl 86. In calendario anche le petizioni su agevolazioni carburanti nei Comuni montani e scuola dell’infanzia di Moraro.

27 giugno 2026 17:03
Province, il Consiglio regionale entra nel vivo: due giorni chiave tra riforma e istanze dai territori -
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Il riassetto degli enti locali del Friuli Venezia Giulia arriva a un passaggio politico decisivo. Nelle sedute del 29 e 30 giugno il Consiglio regionale affronterà infatti il disegno di legge 86, il testo con cui la Regione punta a ridisegnare l’assetto istituzionale legato al ritorno delle Province e al superamento degli Edr.

Per il Friuli si tratta di un confronto che va oltre la sola cornice normativa: il provvedimento tocca infatti l’organizzazione amministrativa del territorio e il modo in cui verranno distribuite competenze e funzioni tra livello regionale e realtà locali.

Due giornate fitte a Trieste

L’Aula è stata convocata per lunedì 29 e martedì 30 giugno con un calendario articolato su due fasce orarie: dalle 10 alle 13.30 e poi dalle 14 alle 20.

È già previsto, se necessario, che nella seconda giornata la discussione possa proseguire oltre l’orario indicato, nel caso in cui l’esame del ddl 86 non si chiuda entro la serata di martedì.

Il punto centrale: il ddl 86

Il cuore della settimana istituzionale sarà dunque la discussione sulla riforma delle Province. Il disegno di legge interviene sull’ordinamento regionale degli enti locali e accompagna il percorso di uscita dagli Enti di decentramento regionale.

Il tema ha un rilievo concreto per tutto il Friuli Venezia Giulia, perché riguarda l’equilibrio tra Regione, amministrazioni locali e organismi intermedi. In gioco c’è la definizione di un nuovo assetto amministrativo destinato ad avere effetti sulla gestione del territorio.

Le richieste che arrivano dalle comunità

Accanto al dibattito istituzionale, il programma del Consiglio regionale include anche due momenti legati a istanze presentate da cittadini e comunità locali.

Lunedì alle 14 è prevista la consegna al presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin di una petizione che chiede l’inserimento di tutti i Comuni montani classificati in zona C di svantaggio socio-economico nell’area di contribuzione 0 per l’acquisto di carburanti da autotrazione.

Martedì alle 13.30 arriverà invece all’attenzione dell’Assemblea la petizione sulla scuola dell’infanzia di Moraro. La richiesta avanzata da cittadini, famiglie e rappresentanti della comunità punta a mantenere aperto il plesso, contestando l’ipotesi di chiusura e sollecitando soluzioni che ne assicurino la continuità.

Una settimana che pesa sugli equilibri regionali

Il calendario di fine giugno mette così insieme due piani distinti ma strettamente collegati: da una parte la riforma dell’architettura istituzionale regionale, dall’altra questioni molto concrete portate a Trieste dai territori.

Per Prima Friuli è proprio questo l’aspetto più rilevante: nelle stesse ore in cui si discute del futuro delle Province, arrivano in Consiglio anche temi che parlano di servizi, montagna e presìdi locali. Un incrocio che dà la misura di quanto le scelte dell’Aula possano incidere sulla vita quotidiana delle comunità friulane.

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