A Prata un omaggio a Elio Silvestri: in galleria il percorso tra pittura, fumetto e memoria friulana
Dal 6 al 21 giugno la Galleria Wanda Meyer propone una rassegna sull’artista scomparso nel 2018, con dipinti, materiali d’archivio e un documentario.
Prata di Pordenone si prepara ad accogliere un’esposizione che riporta al centro una figura artistica legata anche al territorio pordenonese. Dal 6 al 21 giugno gli spazi della Galleria Comunale Wanda Meyer ospiteranno una rassegna dedicata a Elio Silvestri, autore dalla biografia ampia e dal linguaggio capace di attraversare pittura, illustrazione e scenografia.
L’appuntamento inaugurale è fissato per sabato 6 giugno 2026 alle 18, nella sede di piazza Wanda Meyer 16A. L’ingresso sarà libero per tutta la durata della mostra.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Associazione CTG Kennedy e Assessorato del Comune di Prata di Pordenone, insieme ad Associazione Lumis Arte e ai familiari dell’artista, con il patrocinio del Comune di Budoia. Un intreccio di realtà che restituisce bene il radicamento locale del progetto, costruito attorno a un autore che negli ultimi anni della sua vita aveva scelto di vivere proprio tra Budoia e l’area pordenonese.
Un artista tra Milano e il Friuli occidentale
Silvestri, nato a Taranto nel 1932 e scomparso a Pordenone nel 2018, aveva sviluppato gran parte della sua attività a Milano, città nella quale aveva costruito un percorso professionale articolato. Disegnatore, scenografo e pittore, ha lasciato tracce in ambiti molto diversi, mantenendo sempre una forte riconoscibilità espressiva.
Tra le esperienze più note del suo curriculum figurano il contributo ai primi numeri di Diabolik, il lavoro per celebri Caroselli animati come Calimero e Il Gigante e Jo Condor, oltre alle copertine realizzate per l’Editore San Paolo e per i Gialli Mondadori. La mostra di Prata, però, sceglie di concentrarsi soprattutto sulla sua ricerca pittorica, mettendo in luce una parte del suo lavoro forse meno popolare ma centrale nel suo percorso.
Il percorso espositivo e le opere in mostra
L’itinerario parte dagli anni Sessanta, quando Silvestri si misura con esiti astratti, e segue poi l’evoluzione verso una figurazione personale, attraversata da sensibilità pop e da un dialogo continuo con il tempo presente. Negli anni Ottanta il suo nome viene accostato al cosiddetto Citazionismo, corrente che rilegge la tradizione artistica alla luce della contemporaneità.
Nelle opere esposte emergono così richiami a maestri come De Chirico, Van Gogh, Velázquez e Ingres, affiancati a immagini e suggestioni legate alla quotidianità. Questo dialogo fra memoria dell’arte e sguardo sul presente è uno degli elementi che più caratterizzano la selezione proposta a Prata.
Accanto ai dipinti troveranno spazio anche documenti e materiali d’archivio: bozzetti, appunti, lavori collegati alla nascita di Diabolik, testimonianze del periodo dei Caroselli e copertine ideate dall’artista. È annunciato anche un approfondimento sul rapporto di Silvestri con John Kennedy, tema che aggiunge un ulteriore tassello alla lettura della sua vicenda creativa.
L’ultima stagione creativa e il documentario
Una parte della rassegna sarà dedicata agli anni finali, con opere ispirate alle “Spiagge” della Puglia, terra d’origine dell’artista. Si tratta di lavori che raccontano la sua ricerca di una nuova figurazione, in equilibrio tra canoni classici e interpretazioni più personali.
La cura della mostra è affidata a Lorenzo Paolo Messina, responsabile del settore pittura dell’associazione lombarda Lumis Arte e archivista presso l’Archivio Opere Ennio Morlotti, in contatto con la moglie Paola e con le figlie Antonella e Nicoletta. In occasione dell’iniziativa sarà presentato anche il documentario realizzato dal dottor Rodrigo Codermatz e dedicato a Elio Silvestri.
Per chi vorrà visitare l’esposizione, la galleria sarà aperta il venerdì e il sabato dalle 17 alle 19, mentre la domenica dalle 9.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 19. Per Prata è anche un modo per rileggere, in chiave culturale, il legame tra un artista di respiro nazionale e il Friuli-Venezia Giulia che lo accolse nell’ultima parte della sua vita.