Via Giovanni XXIII, il Comune di Fiume Veneto respinge le obiezioni: “L’attraversamento rialzato è regolare”

Dalla Polizia Locale una nota tecnica dopo la segnalazione del consigliere Fabio Tonus: per l’amministrazione non si tratta di un dosso, ma di un’opera per sicurezza e accessibilità.

25 maggio 2026 17:53
Via Giovanni XXIII, il Comune di Fiume Veneto respinge le obiezioni: “L’attraversamento rialzato è regolare” -
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A Fiume Veneto il confronto sul nuovo manufatto di via Giovanni XXIII si sposta sul piano tecnico. L’amministrazione comunale, attraverso l’Area Vigilanza - Polizia Locale, ha infatti risposto alle osservazioni presentate dal consigliere comunale Fabio Tonus, sostenendo che l’opera realizzata lungo la strada è conforme alla normativa e non può essere assimilata a un dosso artificiale.

La presa di posizione è contenuta in una comunicazione datata 13 maggio 2026 e firmata dal responsabile Paolo Fort, inviata dopo la segnalazione protocollata il 6 maggio con numero 9569/A. Il punto discusso riguarda il rialzo creato in corrispondenza dell’attraversamento pedonale, sul quale erano stati sollevati dubbi rispetto al Codice della Strada e a possibili ricadute di responsabilità per il Comune in caso di danni.

Il nodo: per il Comune non è un rallentatore di velocità

Nella replica, il Comune chiarisce che la contestazione partirebbe da un presupposto ritenuto non corretto: mettere sullo stesso piano due tipologie diverse di intervento stradale. Da una parte ci sono i dossi artificiali, disciplinati da norme specifiche; dall’altra gli attraversamenti pedonali rialzati, che secondo l’ente hanno una funzione differente e rientrano in un altro quadro regolatorio.

L’Area Vigilanza richiama in particolare l’articolo 179 del D.P.R. 495/1992, osservando che i limiti dimensionali citati nella segnalazione valgono per dispositivi applicati alla carreggiata con profilo convesso e finalizzati soprattutto a indurre i veicoli a ridurre la velocità. Il manufatto di via Giovanni XXIII, nella lettura del Comune, non avrebbe queste caratteristiche.

Secondo la nota, si tratta invece di un attraversamento pedonale rialzato: una soluzione infrastrutturale che porta una porzione della strada alla quota del marciapiede e crea continuità nel percorso riservato ai pedoni. Per questo l’opera viene ricondotta agli interventi previsti dal Codice della Strada per il segnalamento e l’organizzazione della sede viaria.

I richiami normativi inseriti nella risposta

La comunicazione richiama diversi riferimenti legislativi e tecnici. Tra questi l’articolo 1 del decreto legislativo 285 del 1992, che pone tra gli obiettivi prioritari sicurezza, salute e tutela ambientale, e l’articolo 3 dello stesso Codice, relativo alla definizione di attraversamento pedonale. Viene citato anche l’articolo 145 del regolamento di esecuzione per quanto riguarda la segnaletica orizzontale.

Nella nota trovano spazio pure la direttiva ministeriale del 24 ottobre 2006 sui limiti di velocità localizzati e le linee guida ANCI del 2011 dedicate agli attraversamenti pedonali. Proprio questi documenti, secondo il Comune, distinguono gli attraversamenti rialzati dai dossi e indicano i parametri costruttivi da rispettare, come le rampe di raccordo, la piattaforma, la segnaletica a terra e quella verticale di preavviso.

L’Area Vigilanza afferma che i manufatti contestati rispettano integralmente tali criteri. Da qui la conclusione dell’ente: l’intervento lungo via Giovanni XXIII sarebbe tecnicamente legittimo e pienamente compatibile con il quadro normativo richiamato nella risposta ufficiale.

La finalità indicata: tutela dei pedoni e accessibilità

Un altro aspetto su cui insiste il Comune riguarda la funzione concreta dell’opera. Nella comunicazione viene ricordato l’articolo 191 del Codice della Strada, che impone ai conducenti di dare precedenza ai pedoni, insieme all’articolo 40, che collega gli attraversamenti anche alle esigenze di accessibilità delle persone con mobilità ridotta.

Il rialzo fino al livello del marciapiede, nella valutazione dell’amministrazione, favorisce un passaggio più agevole e continuo per chi si muove a piedi, compresi anziani, bambini e persone con disabilità. La nota richiama inoltre il D.M. 236/1989 e il D.P.R. 503/1996, norme legate all’eliminazione delle barriere architettoniche.

In questa prospettiva, l’opera di via Giovanni XXIII viene presentata non solo come misura di moderazione del traffico, ma come intervento pensato per aumentare la sicurezza nei punti di attraversamento e rendere più semplice l’uso dello spazio pubblico da parte dell’utenza più fragile.

La posizione finale dell’amministrazione

La conclusione della risposta è netta: per il Comune di Fiume Veneto il manufatto resta regolare, conforme sotto il profilo tecnico e correttamente inquadrato come attraversamento pedonale rialzato. L’amministrazione esclude quindi che debbano essere applicati i vincoli previsti per i dossi artificiali.

Il documento porta la firma del commissario capo Paolo Fort, responsabile dell’Area Vigilanza, e indica come referente della pratica l’ispettore capo Alessandro Lenisa. Nella comunicazione sono riportati anche sede e orari di apertura al pubblico dell’ufficio di Piazzale Pietro Zanin 1, a conferma di una vicenda che, a Fiume Veneto, resta al centro dell’attenzione sul tema della sicurezza stradale urbana.

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