Pordenonelegge, l’appello di #palestinalegge a Mattarella: “Ascoltare anche la voce palestinese”

Nel giorno conclusivo del festival e della visita del capo dello Stato, il comitato rilancia una lettera aperta e critica l’assenza di autori palestinesi nel programma.

20 settembre 2026 14:34
Pordenonelegge, l’appello di #palestinalegge a Mattarella: “Ascoltare anche la voce palestinese” -
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Nel giorno in cui Pordenone chiude pordenonelegge con la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal centro città arriva anche una presa di posizione politica e culturale. Il gruppo #palestinalegge ha diffuso una lettera aperta rivolta al capo dello Stato, chiedendo attenzione per la questione palestinese e denunciando quello che considera un vuoto significativo nel cartellone del festival.

L’iniziativa è stata resa pubblica domenica 20 settembre 2026 e porta le firme del Comitato per la Palestina di Pordenone, Cittadini per la Palestina di Portogruaro, CGIL Pordenone, ODV Salaam ragazzi dell'olivo di Trieste, Girogirotondo per la Pace Vittorio Veneto, ANPI provinciale Pordenone, ARCI e Comunità palestinesi del Nord Est.

Pordenone, lettera aperta a Mattarella da palestinalegge durante pordenonelegge

Una contestazione che si lega alla chiusura del festival

Il nodo sollevato dai promotori riguarda la programmazione di pordenonelegge, presentato anche come “Festa del libro e della libertà”. Nella lettera si osserva che l’edizione di quest’anno ha ospitato spazi e riconoscimenti dedicati alla libertà di espressione e al dissenso, ma senza prevedere, secondo i firmatari, un confronto diretto con autori palestinesi.

Per il comitato si tratta di un’assenza che pesa proprio alla luce del contesto internazionale richiamato nel testo: limitazioni delle libertà, arresti arbitrari, torture, colonie illegali e il riferimento esplicito a Gaza. Da qui la critica a un’impostazione ritenuta sbilanciata.

Nell’appello vengono citati anche alcuni incontri del festival considerati indicativi di questa impostazione: Carlo Panella con “Israele, lo Stato necessario. Il mondo non ne può fare a meno, paesi arabi inclusi”; Lucetta Scaraffia con “Ebrei senza saperlo”; la giornalista francese Nora Bussigny con “I nuovi antisemiti”.

Il gazebo in centro e lo stop alla presenza di domenica

Nei giorni precedenti alla chiusura della manifestazione, da mercoledì a sabato, i promotori avevano organizzato in centro a Pordenone un gazebo #palestinalegge. Lì sono stati proposti brani e poesie con l’obiettivo dichiarato di far emergere storia e cultura palestinese dentro i giorni del festival.

Pordenone, lettera aperta a Mattarella da palestinalegge durante pordenonelegge

Secondo quanto riferito nella lettera, la presenza non è però proseguita anche nella giornata di domenica. Il presidio, spiegano i firmatari, non avrebbe ottenuto l’autorizzazione per l’intera giornata per ragioni di sicurezza connesse all’arrivo del presidente della Repubblica.

La diffusione dell’appello si inserisce quindi nelle ore finali di pordenonelegge, in una città interessata da controlli rafforzati e da una forte presenza di pubblico nel cuore urbano.

Il richiamo alle istituzioni e il precedente del 2025

Nel documento viene ricordata anche la prima edizione di #palestinalegge, promossa nel 2025. In quella occasione era stata lanciata una lettera sottoscritta da oltre 200 autrici e autori legati al festival, con la richiesta alle istituzioni italiane di adottare misure utili a sollecitare Israele al rispetto dei diritti umani.

A un anno di distanza, i promotori affermano di non vedere ancora una presa di posizione abbastanza netta da parte delle istituzioni italiane sul piano del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario. Per questo la nuova iniziativa chiama direttamente in causa Mattarella, invitandolo a ricordare chi, secondo il testo, oggi non ha la possibilità di parlare, scrivere o essere ascoltato.

Pordenone, lettera aperta a Mattarella da palestinalegge durante pordenonelegge

La lettera si chiude con un richiamo all’universalità dei diritti umani e al rifiuto di ogni doppio standard. Tra i firmatari compaiono realtà del Friuli Venezia Giulia e di altre aree del Nordest, da Pordenone a Portogruaro, fino a Trieste e Vittorio Veneto, a conferma di una mobilitazione che in queste ore ha trovato nel capoluogo friulano il suo punto di visibilità pubblica.

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