Pordenone riapre le sue chiese d’arte: da fine maggio torna il percorso gratuito sulle tracce del Pordenone
Cinque domeniche tra Villanova, Vallenoncello e Rorai Grande per visitare liberamente tre luoghi simbolo dell’eredità artistica cittadina
Tre quartieri di Pordenone, tre chiese e un unico filo conduttore: l’opera di Giovanni Antonio de’ Sacchis. Da domenica 31 maggio riprende il programma di aperture che accompagna residenti e visitatori dentro alcuni dei luoghi più significativi della presenza del Pordenone in città.
L’iniziativa propone visite gratuite a Sant’Ulderico, ai Santi Ruperto e Leonardo e a San Lorenzo Martire, con un formato semplice e flessibile: ciascuno potrà decidere autonomamente se fermarsi in una sola sede oppure costruire un proprio itinerario tra Villanova, Vallenoncello e Rorai Grande.
Le tre chiese saranno accessibili nello stesso pomeriggio, dalle 14:30 alle 17:30. In ogni sito saranno presenti guide turistiche abilitate, con partenze previste alle 14:30, alle 15:30 e alle 16:30. Ogni visita durerà all’incirca 40 minuti.
Un patrimonio diffuso nei borghi della città
L’aspetto più interessante del progetto sta proprio nella sua impostazione aperta. Non esiste un percorso rigido né un ordine prestabilito: si può iniziare da qualsiasi chiesa, tornare negli appuntamenti successivi oppure dedicare più tempo a uno solo dei luoghi coinvolti.
Questa formula punta a far emergere un patrimonio artistico che spesso resta ai margini dei circuiti più frequentati, pur raccontando in modo diretto la storia culturale di Pordenone. Il collegamento tra i tre borghi cittadini diventa così una sorta di museo diffuso, leggibile tappa dopo tappa.
Cosa si potrà vedere nelle tre chiese
Nella chiesa di Sant’Ulderico, a Villanova, l’attenzione si concentra sugli affreschi dell’abside, considerati tra le prove più rilevanti del periodo veneto dell’artista. Nello stesso edificio trova spazio anche l’altare in pietra di Giovanni Antonio Pilacorte, figura centrale della scultura del tempo.
A Vallenoncello, nella chiesa dei Santi Ruperto e Leonardo, spicca la pala dell’altar maggiore, letta come un passaggio importante nell’evoluzione stilistica del Pordenone, con soluzioni più energiche e una presenza figurativa più incisiva. La visita permette anche di osservare un affresco attribuito a Giovanni Maria Zaffoni, il Calderari.
A Rorai Grande, nella chiesa di San Lorenzo Martire, si conserva invece un altro nucleo di grande interesse: nella volta del coro dell’antica chiesa quattrocentesca restano le Storie della Vergine, testimonianza di una stagione più matura del pittore, capace di dare intensità drammatica anche a impianti iconografici tradizionali.
Le date già fissate fino a settembre
Dopo l’appuntamento del 31 maggio, il calendario proseguirà con cadenza mensile fino all’inizio dell’autunno. Le giornate già indicate sono il 28 giugno, il 26 luglio, il 23 agosto e il 27 settembre.
L’iniziativa si inserisce nel lavoro di valorizzazione del patrimonio cittadino che guarda sia ai residenti sia a chi arriva da fuori. Le chiese legate al Pordenone erano già state coinvolte in programmi di visita negli anni scorsi, ma in questa edizione vengono riunite dentro un progetto unitario che mette al centro identità, storia locale e qualità artistica.
Come partecipare
Per prendere parte alle visite non è richiesta prenotazione. L’accesso resta libero in tutte le date previste, con ingresso diretto nelle tre chiese durante la fascia oraria del pomeriggio.
Per Pordenone è anche un modo concreto per riportare attenzione su luoghi che custodiscono una parte essenziale della memoria cittadina: non solo tappe artistiche, ma presenze vive nei quartieri, da riscoprire con calma lungo tutto il corso dell’estate.