Pordenone ragiona sul dopo 2027: al Verdi un incontro su cultura, imprese e città
A Palazzo Montereale Mantica sarà presentata una ricerca su 721 utenti del Teatro Verdi e 20 interviste a rappresentanti del territorio.
Il tema non è soltanto il calendario degli eventi del 2027, ma ciò che Pordenone potrà conservare negli anni successivi. Con questo obiettivo venerdì 6 novembre, alle 18, Palazzo Montereale Mantica ospiterà un appuntamento promosso dal Teatro Verdi per discutere quale modello culturale costruire attorno all’esperienza di Capitale italiana della Cultura.
L’iniziativa si intitola “Oltre Pordenone 2027. Strategie per la costruzione di un ecosistema culturale” e punta a mettere allo stesso tavolo mondo culturale, sistema produttivo e istituzioni. L’idea di fondo è che il riconoscimento nazionale possa diventare un passaggio utile solo se accompagnato da scelte capaci di lasciare effetti stabili sul territorio.
Una ricerca sul ruolo del Verdi nella città
Al centro dell’incontro ci sarà la presentazione dello studio “Il Teatro Verdi: oltre il palcoscenico”, commissionato dal teatro a Community Research&Analysis. Il lavoro raccoglie i contributi di 721 tra abbonati e utenti, affiancati da venti colloqui approfonditi con figure provenienti dagli ambiti istituzionale, culturale, imprenditoriale e bancario.
A illustrare i risultati saranno i ricercatori Irene Lovato Menin ed Edoardo Cian, dopo l’introduzione del presidente Giovanni Lessio. L’indagine arriva a oltre dieci anni da “Media(t)tore”, l’analisi firmata da Daniele Marini e Fabio Marzella, e prova a restituire un’immagine aggiornata del rapporto tra il Verdi e una realtà urbana che accanto alla propria tradizione industriale ha consolidato anche una forte dimensione culturale.
Dallo studio emerge il profilo di un teatro percepito come punto di riferimento non solo per la programmazione artistica, ma anche per la vita pubblica cittadina. Tra i nodi richiamati dalla ricerca ci sono la partecipazione delle nuove generazioni, il raccordo tra soggetti culturali e istituzioni, la misurazione degli effetti degli investimenti e una collaborazione più strutturata tra cultura e impresa.
Il confronto pubblico e gli ospiti attesi
Dopo la presentazione dello studio, il programma prevede una tavola rotonda dal titolo “Cultura, Impresa, Territorio: un ecosistema culturale da realizzare insieme”. A coordinare il confronto sarà il giornalista e storico Paolo Possamai, direttore editoriale del gruppo NEM-Nord Est Multimedia.
Interverranno Rosanna Purchia, assessora alla Cultura della Città di Torino, Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, ed Evelina Christillin, dirigente d’azienda e presidente del Museo Egizio di Torino. Le conclusioni sono affidate al sindaco di Pordenone Alessandro Basso.
Il passaggio chiave: cosa resterà alla città
Per il presidente del Teatro Verdi Giovanni Lessio, l’appuntamento rientra in un percorso che vede il teatro come luogo di elaborazione e di proposta per la città, capace di affiancare agli spettacoli una funzione di confronto tra competenze diverse. Il consenso espresso da pubblico e abbonati, sottolinea Lessio, conferma la qualità del lavoro svolto e il peso assunto dal Verdi anche attraverso progetti di rilievo nazionale e internazionale.
Il sindaco Alessandro Basso lega invece il confronto a una domanda molto concreta: quale eredità lascerà a Pordenone il titolo di Capitale italiana della Cultura. Secondo il primo cittadino, la risposta riguarda insieme amministrazione, imprese, scuole e realtà culturali, in un percorso che dovrà trasformare la spinta del 2027 in occasioni durature per i giovani, il lavoro e l’attrattività del territorio.
L’ingresso è gratuito con prenotazione online oppure attraverso la biglietteria del Teatro Verdi. L’appuntamento si propone come uno dei passaggi con cui Pordenone comincia già ora a misurare il valore concreto del suo futuro culturale.