Pordenone punta sulle imprese creative: a novembre torna Eureka con workshop e incontri tra aziende
Nei padiglioni della Fiera il 5 e 6 novembre sono attesi più di 100 espositori da sei regioni e oltre 400 appuntamenti B2B.
Pordenone si prepara a ospitare due giornate dedicate a uno dei settori che in Friuli Venezia Giulia sta guadagnando sempre più spazio nell'economia reale: quello delle imprese culturali e creative. Il 5 e 6 novembre, nei padiglioni della Fiera, è in programma la terza edizione di Eureka, manifestazione nazionale costruita per mettere in contatto creatività, produzione e innovazione.
L'appuntamento arriva in una fase importante per il territorio, mentre la città guarda al percorso che la porterà a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. In questo quadro, l'evento viene presentato come uno degli strumenti utili a rafforzare relazioni, progetti e occasioni di crescita tra mondo culturale e sistema produttivo.
Alla presentazione in Fiera è intervenuto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura Mario Anzil, insieme al presidente di Pordenone Fiere Renato Pujatti, al sindaco Alessandro Basso, al vicepresidente della Camera di commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti e alla consigliera della Fondazione Friuli Paola Martini.
Due giorni di networking tra cultura e manifattura
Il programma annunciato per questa edizione mette insieme numeri rilevanti: oltre 100 espositori provenienti da sei regioni italiane, più di 40 workshop e un calendario di oltre 400 incontri B2B. L'obiettivo dichiarato è favorire contatti concreti tra imprese creative, aziende manifatturiere e realtà industriali, creando occasioni di collaborazione che vadano oltre la semplice esposizione.
I workshop saranno distribuiti in tre aree tematiche allestite in Fiera e affronteranno i temi che oggi attraversano il comparto, dai servizi digitali alla comunicazione, dal design all'audiovisivo. Il taglio dell'iniziativa resta quindi fortemente operativo: non solo vetrina, ma spazio di lavoro e confronto tra competenze diverse.
Un comparto che pesa anche in Friuli Venezia Giulia
I dati richiamati durante la presentazione aiutano a leggere la portata economica del settore. A livello nazionale, secondo il rapporto "Io sono Cultura" della Fondazione Symbola, il sistema produttivo culturale e creativo italiano nel 2024 ha generato circa 115 miliardi di euro di valore aggiunto, coinvolgendo oltre 1,5 milioni di occupati.
In Friuli Venezia Giulia il comparto vale 2,193 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2025, pari al 5,2% dell'economia regionale, con più di 32mila addetti. Le realtà attive sono oltre 5.200 e rappresentano il 5,3% del totale delle imprese regionali, un'incidenza che colloca il Fvg al terzo posto in Italia.
Secondo Anzil, questi numeri confermano che la cultura non è un settore separato rispetto all'economia, ma un ambito capace di produrre occupazione qualificata, innovazione e nuove opportunità anche per le aziende più tradizionali. Il riferimento è soprattutto alla possibilità di trasferire competenze creative dentro filiere produttive già consolidate.
Il ruolo di Pordenone nel percorso verso il 2027
Dentro questa cornice, Eureka assume per Pordenone un significato che va oltre le due giornate fieristiche. La manifestazione si inserisce infatti nel cammino che accompagna la città verso il 2027, con l'idea di far crescere un ecosistema in cui patrimonio culturale, impresa e attrattività del territorio possano sostenersi a vicenda.
Il messaggio lanciato dalla Regione è che appuntamenti di questo tipo possano lasciare effetti duraturi: reti professionali più solide, maggiore capacità di attrarre talenti e un dialogo più stretto tra creatività, artigianato e produzione. Per Pordenone, dunque, Eureka non è solo una fiera di settore, ma anche un tassello della strategia con cui il Friuli occidentale prova a trasformare la cultura in leva di sviluppo.