Pordenone porta venti atleti a Riccione e si prende due finali tricolori

Il Club Scherma Pordenone chiude i Nazionali Fis con il pass per Roma di Tamara Blasoni e Gabriele Laviola e con una squadra ampia, dai più giovani agli adulti.

25 maggio 2026 10:36
Pordenone porta venti atleti a Riccione e si prende due finali tricolori -
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Da Riccione arriva una conferma importante per lo sport pordenonese: il Club Scherma Pordenone torna dai Campionati nazionali Fis con due qualificazioni alle finali italiane di Roma e con una presenza numerosa che racconta la solidità della società.

A centrare l'obiettivo più prestigioso sono stati Tamara Blasoni, impegnata nella spada, e Gabriele Laviola, nel fioretto. Il loro risultato dà peso a una trasferta che ha visto il club friulano presentarsi in pedana con venti atleti, segnale di un movimento che continua ad allargarsi e a trovare continuità.

Il risultato che spinge il club verso Roma

La qualificazione di Blasoni e Laviola rappresenta il dato centrale del fine settimana romagnolo. Per entrambi si apre adesso l'appuntamento con le finali del Campionato italiano a Roma, traguardo che premia il lavoro costruito durante la stagione insieme allo staff tecnico.

Per la società pordenonese non è soltanto una soddisfazione agonistica. Portare due atleti all'ultimo atto nazionale rafforza anche il percorso di crescita del club, che negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza nel panorama schermistico.

Una spedizione ampia, tra giovani e adulti

Accanto ai due qualificati, a Riccione hanno gareggiato anche Sofia Cerullo, Alessandro Bonomo, Gabriele Rossi, Ascanio De Re, Leonardo Sorbo, Emiliano Lugo, Enea Gravina, Martina Manfredo Vergendo, Sara Bertiato, Zeno Perisinotti, Sofia Osmelli, Viola Minatel, Andrea Masatto, Riccardo Labbate, Gabriele Pierera, Gian Maria Musolla e Arrigo Mucignat.

Hanno preso parte alla trasferta anche i tecnici-atleti Leonardo Bernardin, Alessio Pagnucco e Ciprian Rau. Il dato che emerge con chiarezza è quello di un gruppo eterogeneo, con età comprese tra i 10 e i 59 anni, capace di mettere insieme esperienza, ricambio generazionale e partecipazione.

Per una realtà come quella di Pordenone, la presenza di una delegazione così larga ai Nazionali Fis vale quasi quanto il risultato sportivo: testimonia infatti la capacità del club di coinvolgere persone diverse e di tenere insieme attività agonistica e dimensione formativa.

Il lavoro in palestra dietro i piazzamenti

Alla base dei risultati ottenuti in Romagna c'è il lavoro quotidiano dei maestri Ciprian Rau, Simone Cappelletto e Leonardo Bernardin. La crescita degli atleti passa da un'attività costante che unisce tecnica, preparazione mentale e gestione della gara.

Nel club pordenonese la scherma viene proposta anche come esperienza educativa. Disciplina, attenzione, rispetto delle regole e dell'avversario sono elementi che accompagnano la preparazione sportiva e contribuiscono a definire l'identità della società.

Il riconoscimento della città e il progetto della nuova sala

I risultati ottenuti dal Club Scherma Pordenone hanno ricevuto anche l'apprezzamento del Comune. Il sindaco Alessandro Basso ha definito la società un sano esempio di competizione orientata al miglioramento della persona, sottolineandone quindi il valore non solo sportivo ma anche sociale.

Guardando ai prossimi mesi, resta centrale anche il tema delle strutture. L'assessore Elena Ceolin ha confermato l'apertura imminente della nuova sala scherma nel cuore della città, uno spazio pensato per accompagnare l'espansione del movimento e offrire un riferimento moderno agli atleti del territorio.

Tra il pass per Roma conquistato da Blasoni e Laviola, la partecipazione di venti schermidori e una sede nuova in arrivo, il bilancio per Pordenone è netto: la scherma locale sta crescendo e continua a ritagliarsi un posto sempre più visibile nel panorama sportivo friulano.

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