Pordenone, il PalaMarrone rinnova il legame con una figura simbolo dell’hockey friulano

Nel palazzetto di via Molinari scoperta una targa per Mauro Marrone, tecnico e atleta ricordato a trent’anni dalla morte da società, istituzioni e famiglia.

07 novembre 2026 16:43
Pordenone, il PalaMarrone rinnova il legame con una figura simbolo dell’hockey friulano -
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Nel palazzetto di via Molinari la memoria sportiva di Pordenone ha preso forma in un segno concreto: una nuova targa dedicata a Mauro Marrone, nome che per l’hockey su pista cittadino resta un riferimento ancora oggi. A trent’anni dalla sua scomparsa, la cerimonia ha riunito istituzioni, associazioni, familiari e atleti di diverse generazioni nello spazio che già porta il suo nome.

L’iniziativa si è svolta nella mattinata di oggi, 7 novembre 2026, e ha avuto un valore che va oltre il ricordo personale. Per il mondo rotellistico friulano, Marrone continua infatti a rappresentare una stagione di crescita, risultati e passione sportiva che ha segnato la storia locale e regionale.

Una giornata che ha coinvolto tutto il movimento rotellistico

A promuovere l’appuntamento sono state ASD GS Hockey Pordenone e ASD Pattinaggio Artistico Pordenone, con il supporto del Comune. In pista si sono ritrovati non soltanto dirigenti e rappresentanti istituzionali, ma anche i ragazzi delle categorie giovanili, i giocatori della prima squadra di Serie B e i veterani che hanno condiviso un tratto di quella stagione sportiva.

Alla commemorazione erano presenti, tra gli altri, il sindaco Alessandro Basso, l’assessore allo Sport Elena Ceolin, il presidente regionale del CONI Friuli Venezia Giulia Andrea Marcon, oltre a Maurizio Zorni del Comitato regionale FVG di Skate Italia e al delegato provinciale Paolo Da Dalt. Accanto a loro, la famiglia di Marrone e molte persone che ne hanno conosciuto direttamente il percorso umano e sportivo.

Pordenone ricorda Mauro Marrone: una targa al PalaMarrone a 30 anni dalla scomparsa
Pordenone ricorda Mauro Marrone: una targa al PalaMarrone a 30 anni dalla scomparsa

Il ricordo delle istituzioni e della famiglia

Nel corso dell’incontro, il sindaco Basso ha sottolineato come la città abbia voluto affidare a quella targa un compito preciso: conservare la memoria di chi ha contribuito a costruire una parte importante della propria identità sportiva. Un omaggio, quindi, non limitato ai risultati ottenuti, ma esteso al segno lasciato nella comunità.

Anche l’assessore Ceolin ha richiamato il valore educativo della figura di Marrone, ricordandone le qualità umane oltre a quelle tecniche: lealtà, generosità e capacità di trasmettere entusiasmo. Il messaggio rivolto ai più giovani è stato chiaro: quel nome non appartiene soltanto al passato del palazzetto, ma può continuare a parlare a chi lo frequenta ogni giorno.

Dal mondo sportivo regionale, Andrea Marcon ha evidenziato il peso che Marrone ha avuto per l’hockey del Friuli Venezia Giulia, indicando nell’iniziativa di Pordenone un riconoscimento significativo per l’intero movimento. Un modo, ha ribadito, per guardare avanti senza perdere il patrimonio di esperienza e valori lasciato da una figura così centrale.

Particolarmente partecipato anche l’intervento del fratello Lucio Marrone, che ha ringraziato amministrazione, presenti e famiglia per una giornata capace di riunire amici e appassionati di età diverse. Nel suo ricordo è emerso soprattutto l’auspicio che l’hockey continui a crescere in regione e che nuove squadre possano rafforzare questa tradizione.

Chi era Mauro Marrone

Marrone morì il 5 novembre 1996, quando aveva soltanto trent’anni. Prima ancora di diventare un simbolo per Pordenone, era stato protagonista in pista fino alla Serie B, per poi intraprendere molto presto il ruolo di allenatore. A 23 anni arrivò a guidare una squadra di massima serie, diventando il più giovane tecnico italiano in quel livello.

Tra i risultati che ne hanno segnato la carriera c’è il titolo conquistato nel 1987 con il Rollen Pordenone, primo scudetto nella storia dell’hockey su pista femminile. Quel successo sarebbe stato seguito da altri due tricolori. Nel 1989 arrivò anche la nomina a commissario tecnico della Nazionale femminile italiana, ulteriore conferma della sua statura nel panorama nazionale.

A raccogliere oggi quella eredità è soprattutto l’ASD GS Hockey Pordenone. Il presidente Sergio Maistrello ha ricordato come la società si senta custode di una storia lunga e articolata, con l’obiettivo di tenere insieme le diverse generazioni e riportare il nome della città su livelli importanti dell’hockey italiano.

Pordenone ricorda Mauro Marrone: una targa al PalaMarrone a 30 anni dalla scomparsa
Pordenone ricorda Mauro Marrone: una targa al PalaMarrone a 30 anni dalla scomparsa

In pista giovani, prima squadra e vecchie glorie

La mattinata non si è fermata al momento istituzionale. L’omaggio a Marrone è passato anche attraverso ciò che più lo rappresentava: lo sport praticato. In campo si sono alternati i più piccoli del mini hockey, le formazioni Under 13 e Under 15, fino alla prima squadra impegnata nel campionato di Serie B.

Accanto ai ragazzi di oggi, hanno trovato spazio anche i protagonisti di ieri, con una sfida tra vecchie glorie divise tra Amici di Mauro “ex Latus” e Amici di Mauro “ex Zoppas”. Un passaggio simbolico tra stagioni diverse dell’hockey pordenonese, dentro lo stesso impianto che continua a essere un punto di riferimento per le discipline rotellistiche.

L’ASD Pattinaggio Artistico Pordenone, che condivide gli spazi del PalaMarrone, ha preso parte alla giornata ribadendo il legame con una struttura che da decenni ospita attività, allenamenti e crescita sportiva. La vicepresidente Patrizia Moràs ha ricordato il radicamento del pattinaggio artistico in città e il desiderio di vedere aumentare l’attenzione verso questi sport anche oltre i confini provinciali.

Pordenone ricorda Mauro Marrone: una targa al PalaMarrone a 30 anni dalla scomparsa
Pordenone ricorda Mauro Marrone: una targa al PalaMarrone a 30 anni dalla scomparsa

La targa scoperta al PalaMarrone resta così come un segno visibile per chi entrerà nel palazzetto nei prossimi anni. Per Pordenone non è soltanto un tributo alla memoria, ma la conferma di un filo che unisce la storia dello sport locale alle società che ancora oggi la tengono viva, giorno dopo giorno, in pista.

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