Pordenone, i cedri di via Vallona non ci sono più: riapre lo scontro su verde e parcheggi
Dopo l’abbattimento delle piante torna la polemica politica in città. Conficoni contesta la scelta del Comune e richiama le valutazioni tecniche citate nelle scorse settimane.
Il taglio dei cedri in via Vallona riaccende a Pordenone una discussione che nelle ultime settimane aveva già coinvolto residenti, associazioni e politica cittadina. L’intervento è stato eseguito nella mattinata e riguarda l’area dove il Comune prevede di ricavare nuovi posti per la sosta.
La vicenda ha assunto subito un peso politico, anche perché quel tratto urbano era diventato uno dei simboli del confronto sul rapporto tra parcheggi, qualità degli spazi pubblici e tutela del verde. A contestare quanto avvenuto è stato Nicola Conficoni, consigliere regionale del Partito democratico in Friuli Venezia Giulia, che ha diffuso un video dopo l’abbattimento.
Un progetto discusso da settimane
L’intervento in via Vallona era già finito al centro del dibattito pubblico e di un passaggio in Consiglio comunale. Il piano prevede l’ampliamento dell’area destinata alle auto nella zona retrostante il parcheggio multipiano, con la creazione di una ventina di stalli.
Proprio questo punto aveva alimentato le contestazioni: chi si opponeva al progetto riteneva poco convincente l’idea di sacrificare alberi di grandi dimensioni in un punto già servito da spazi per la sosta. Nei giorni scorsi non era mancata neppure una mobilitazione sul posto per chiedere di fermare il taglio.
Le accuse dell’opposizione
Nel filmato pubblicato sui social, Conficoni parla di una decisione politica e la collega agli impegni assunti in campagna elettorale dall’attuale sindaco Alessandro Basso sul tema della salvaguardia del patrimonio arboreo cittadino.
Secondo l’esponente dem, quanto accaduto in via Vallona andrebbe in direzione opposta rispetto all’idea di una città più attenta agli alberi e alla vivibilità urbana. Le sue critiche si concentrano anche sul fatto che le richieste avanzate da cittadini e comitati non avrebbero trovato ascolto.
Il nodo delle valutazioni tecniche
Uno dei passaggi più contestati riguarda la documentazione tecnica richiamata nel confronto pubblico. Conficoni cita una lettera di precisazione attribuita agli agronomi Zannier, Buffo e Burbello, sostenendo che gli accertamenti eseguiti non autorizzerebbero a concludere in modo generalizzato per l’eliminazione di tutte le piante presenti nell’area.
Nel passaggio riportato dal consigliere regionale, per il cedro di maggiori dimensioni verrebbe indicata una gestione conservativa e la prova di trazione non imporrebbe il taglio. Si tratta della posizione riferita dall’opposizione. Nelle settimane precedenti, invece, il sindaco aveva difeso la scelta dell’amministrazione facendo riferimento a criticità legate alla stabilità e affermando che il tema della sicurezza non potesse essere ridimensionato.
Il caso via Vallona dentro il dibattito sulla città
Per Conficoni, l’episodio non sarebbe isolato ma si inserirebbe in un’impostazione più ampia della Giunta sullo spazio urbano. Nelle sue dichiarazioni richiama infatti anche altri interventi cittadini, come quelli della piazzetta dei Domenicani e di piazza del Popolo, sostenendo che al verde venga assegnato un ruolo secondario.
La questione tocca un tema particolarmente sensibile nei mesi più caldi: ombra, superfici permeabili e presenza di alberi vengono sempre più spesso indicati come elementi utili per attenuare gli effetti delle alte temperature nei centri abitati. È su questo terreno che la polemica di via Vallona continua a produrre effetti, ben oltre il singolo cantiere.
I cedri sono stati abbattuti, ma il confronto resta aperto. Da una parte c’è la linea del Comune, che lega l’intervento al progetto di riqualificazione e alle verifiche sulla sicurezza; dall’altra restano le critiche di opposizioni e cittadini, convinti che in quel punto di Pordenone si potesse scegliere una soluzione diversa.