Pavia di Udine, chiama il 112 mentre il truffatore sta arrivando: denunciato un 60enne
Una 73enne del territorio ha intuito il raggiro telefonico e ha avvisato i Carabinieri, che hanno fermato l’uomo davanti all’abitazione.
La differenza, questa volta, l’ha fatta la lucidità di una pensionata di Pavia di Udine. Di fronte a una telefonata costruita per metterla sotto pressione, la donna non ha consegnato nulla e ha contattato il 112, permettendo ai Carabinieri di intervenire prima che il raggiro andasse a segno.
Il tentativo si è verificato nei giorni scorsi nel comune friulano. Al termine delle verifiche, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Udine hanno denunciato un uomo di 60 anni, residente in provincia di Napoli, con l’accusa ipotizzata di tentata truffa aggravata ai danni di una persona anziana.
La telefonata e la storia inventata per spingerla a consegnare i preziosi
Secondo quanto ricostruito, la vittima, 73 anni, è stata contattata da un uomo che si è presentato come appartenente all’Arma. Il racconto era pensato per allarmarla: il suo nome, le è stato detto, sarebbe comparso in relazione a una rapina in gioielleria.
Da lì la richiesta: mettere insieme soldi e gioielli custoditi in casa, che sarebbero serviti per presunti controlli. Un copione già visto in molte truffe ai danni degli anziani, basato sull’urgenza e sulla paura di finire coinvolti in fatti gravi.
La segnalazione immediata e l’intervento organizzato dai militari
La donna, però, non si è fidata. Pur mantenendo i contatti con l’interlocutore, ha deciso di verificare direttamente la situazione chiamando il numero unico di emergenza.
Dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Udine è scattata subito la procedura: compreso il possibile tentativo di raggiro, è stato predisposto un servizio mirato nei pressi dell’abitazione, con personale in abiti civili.
Bloccato davanti alla casa prima della consegna
Poco dopo, i militari hanno notato l’arrivo di un uomo di 60 anni che si stava avvicinando alla casa della 73enne. Per gli investigatori sarebbe stato lui l’incaricato di presentarsi alla porta per ritirare contanti e preziosi.
I Carabinieri lo hanno quindi fermato prima che entrasse in possesso dei beni. La pensionata non ha subito perdite economiche e l’episodio si è chiuso senza conseguenze patrimoniali per la vittima.
Nei confronti del sessantenne è scattata la denuncia in stato di libertà. La sua posizione dovrà ora essere valutata nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Proposto anche il foglio di via
Oltre al deferimento, è stata avanzata la proposta di foglio di via obbligatorio dal Comune di Udine, misura di prevenzione che può impedire il ritorno in un determinato territorio per il periodo stabilito dall’autorità competente.
Il caso riporta l’attenzione su un tipo di raggiro che continua a colpire soprattutto le persone più anziane. I truffatori spesso fingono di essere carabinieri, poliziotti, avvocati o funzionari e costruiscono storie credibili per ottenere denaro, oro o altri oggetti di valore.
Il punto chiave: nessuna forza dell’ordine chiede denaro
Il messaggio che torna con forza anche da questo episodio è semplice: nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede di consegnare contanti o gioielli per verifiche, pratiche giudiziarie o presunte cauzioni.
In caso di telefonate sospette, il comportamento corretto è interrompere la conversazione, non fornire informazioni su soldi o preziosi presenti in casa e contattare subito il 112. Parlare di questi rischi con genitori, nonni e vicini che vivono soli resta uno degli strumenti più utili per prevenire nuovi casi anche in Friuli.