Padriciano, il rogo resta sotto controllo: gli anziani della Ieralla non saranno trasferiti

Dopo le ore più difficili il fronte vicino alla struttura è stato contenuto. Restano sorveglianza e bonifiche, con il caldo che impone prudenza.

03 agosto 2026 18:42
Padriciano, il rogo resta sotto controllo: gli anziani della Ieralla non saranno trasferiti -
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Per gli ospiti della casa di riposo Ieralla non si è reso necessario lasciare la struttura. È questo l’esito più importante dopo l’incendio che ha colpito l’area di Padriciano, a Trieste, dove il fronte più delicato è stato arginato senza arrivare allo spostamento degli anziani autosufficienti.

L’incendio, però, non può dirsi del tutto archiviato. Nell’area proseguono infatti le verifiche e la sorveglianza, perché le temperature elevate previste anche nei prossimi giorni consigliano massima attenzione rispetto a possibili riprese.

Il punto è stato fatto dopo la visita dell’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che ha incontrato i responsabili della struttura. Dalla ricognizione è emerso come il lavoro coordinato tra Corpo forestale, Vigili del fuoco e sistema di Protezione civile abbia permesso di proteggere il perimetro più sensibile.

Un intervento ampio tra terra e cielo

L’area interessata dalle fiamme si estende per circa 25 ettari. Per contenere il rogo è stato necessario mobilitare un dispositivo consistente, con 133 volontari della Protezione civile arrivati da 18 Comuni e da 4 associazioni.

Determinante anche il supporto aereo. I due elicotteri del servizio regionale hanno effettuato 319 sganci d’acqua, mentre un ulteriore velivolo dell’Esercito, del Reggimento Rigel di Casarsa della Delizia, ha completato altri otto lanci.

La fase operativa più intensa si è quindi ridotta, ma non è ancora il momento di abbassare la guardia. Il caldo, in questa fase, resta uno degli elementi che più preoccupano chi segue l’evoluzione del sito colpito.

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Un’estate che tiene impegnato tutto il sistema regionale

L’emergenza di Padriciano si inserisce in un quadro più ampio che in questi giorni sta coinvolgendo diverse zone del Friuli Venezia Giulia. Tra i casi seguiti dalla Protezione civile regionale c’è anche quello di Malborghetto Valbruna, dove ieri sono andate avanti le operazioni di bonifica dopo l’incendio innescato venerdì da un fulmine.

In quell’area hanno lavorato 24 volontari appartenenti ai gruppi di Malborghetto, Camporosso, Ugovizza e Valbruna, impegnati nella messa in sicurezza e nei controlli successivi al passaggio del fuoco.

Si è invece chiuso ieri intorno alle 21.30 il monitoraggio relativo al rogo boschivo divampato a San Michele del Carso, nel territorio comunale di Savogna d’Isonzo. Il quadro regionale resta dunque segnato da più episodi contemporanei, con squadre ancora attive su controlli e bonifiche.

Per il Friuli Venezia Giulia il tema resta attuale soprattutto nelle giornate di caldo persistente, quando boschi, prati e aree agricole diventano più esposti. Anche per questo, dopo Padriciano, la priorità resta consolidare quanto fatto e prevenire nuove riaccensioni.

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