Osoppo, non ce l’ha fatta il manutentore ferito alle Ferriere Nord: aveva 29 anni

È morto in ospedale Mattia Ranghetti, operaio di una ditta esterna rimasto ferito durante un intervento nel laminatoio dello stabilimento di Osoppo.

02 agosto 2026 23:02
Osoppo, non ce l’ha fatta il manutentore ferito alle Ferriere Nord: aveva 29 anni -
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Si è conclusa nel modo più drammatico la vicenda dell’infortunio avvenuto sabato nello stabilimento Ferriere Nord di Osoppo. Mattia Ranghetti, 29 anni, operaio impegnato per conto di un’azienda esterna nelle attività di manutenzione, è deceduto domenica mattina all’ospedale di Udine, dove era stato ricoverato in condizioni critiche.

Il giovane viveva a Bovisio Masciago, in provincia di Monza e Brianza. Era stato colpito da una scarica elettrica mentre stava lavorando all’interno del laminatoio, nell’area industriale di Rivoli di Osoppo, in un reparto che in questa fase non era interessato dalla produzione.

Il ricovero dopo l’incidente di sabato

L’emergenza era scattata nel pomeriggio di sabato, attorno alle 15. I primi ad assistere il lavoratore erano stati i presenti nell’impianto, che avevano prestato aiuto in attesa dell’arrivo del personale sanitario allertato dalla Sores.

Dopo le manovre iniziali effettuate nello stabilimento, il ventinovenne era stato trasportato in codice rosso al Santa Maria della Misericordia di Udine. Fin dai primi momenti il quadro clinico era apparso estremamente serio.

Il decesso domenica mattina

I medici lo avevano preso in carico nel reparto di terapia intensiva, tentando per tutta la notte di stabilizzarne le condizioni. Domenica, intorno alle 9.30, è arrivata però la notizia che nessuno sperava di ricevere: il suo cuore ha smesso di battere.

La morte del giovane manutentore riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro anche in Friuli, dove l’incidente di Osoppo ha suscitato forte impressione per la gravità dell’accaduto e per l’età della vittima.

Verifiche sull’impianto e sulle procedure

Ora resta da chiarire con precisione che cosa sia successo durante l’intervento tecnico. Gli accertamenti sono affidati ai Carabinieri e agli ispettori dell’Azienda sanitaria, chiamati a ricostruire il contesto in cui si è verificata la scarica elettrica.

Tra i punti da approfondire ci sono il tipo di operazione in corso, l’origine del contatto elettrico e le condizioni di sicurezza dell’area prima dell’avvio della manutenzione. L’attenzione si concentrerà anche sulle procedure previste quando i lavori vengono svolti da personale appartenente a ditte esterne.

La richiesta di un confronto dopo la tragedia

Dopo il decesso, le sigle sindacali hanno annunciato l’intenzione di aprire un confronto con i vertici aziendali. Al centro della discussione ci saranno le condizioni operative presenti nel reparto e le misure adottate in una fase in cui il laminatoio risultava fermo.

Alla vicenda si sono aggiunti anche nuovi richiami dal mondo politico sull’urgenza di rafforzare prevenzione e controlli. La morte di Mattia Ranghetti arriva a pochi giorni da un altro grave episodio avvenuto in Veneto orientale, dove Franco Crivellari aveva perso la vita dopo essere rimasto schiacciato dal trattore nelle campagne di San Michele al Tagliamento.

Per il Friuli si tratta di un’altra giornata segnata dal lutto e da interrogativi pesanti sulle tutele da garantire a chi lavora, anche durante interventi tecnici svolti in impianti temporaneamente fermi.

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