Monte Croce Carnico, il valico torna pienamente percorribile: ora il Friuli punta a una soluzione stabile

Conclusi gli interventi dopo lo smottamento del 2023. La Regione ha cofinanziato i lavori e guarda a tunnel o nuovo tracciato per il futuro.

23 maggio 2026 04:11
Monte Croce Carnico, il valico torna pienamente percorribile: ora il Friuli punta a una soluzione stabile -
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Per la Carnia e per i collegamenti con l'Austria si chiude una fase lunga oltre un anno: il Passo di Monte Croce Carnico è di nuovo aperto in modo definitivo dopo l'interruzione provocata dalla frana del dicembre 2023.

La conferma è arrivata a Paluzza, dove l'assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha effettuato un sopralluogo in occasione del completamento del ripristino. Il valico, punto strategico per la mobilità transfrontaliera, torna così a essere pienamente utilizzabile.

L'intervento ha avuto un costo complessivo di 20 milioni di euro. La metà della somma, 10 milioni, è stata messa dalla Regione Friuli Venezia Giulia, mentre l'opera ha interessato una strada nazionale sotto gestione Anas.

Che cosa è stato realizzato sul versante friulano

I lavori non si sono limitati al semplice ripristino della carreggiata danneggiata dallo smottamento. Il cantiere ha incluso anche operazioni sulle porzioni di roccia più critiche, con esplosioni controllate nelle aree ritenute instabili, e la ricostruzione del tratto colpito.

Accanto a questo sono stati eseguiti interventi pensati per alzare il livello di protezione dell'arteria: prolungamento delle gallerie paramassi, posa di un sistema di monitoraggio e installazione di una nuova rete paramassi, indicata come tra le prime di questo tipo nel Paese.

Nel corso della visita, Amirante ha ringraziato Anas per il lavoro portato avanti su un collegamento che per il territorio friulano ha un peso concreto sia negli spostamenti sia nei rapporti economici con l'area austriaca.

La riapertura non chiude il tema della sicurezza

La Regione considera infatti il risultato raggiunto come un passaggio importante, ma non definitivo sul piano della prevenzione. Il nodo resta quello della vulnerabilità della zona, dove in futuro potrebbero verificarsi nuovi fenomeni franosi.

Per questo l'amministrazione regionale sta continuando a ragionare su una soluzione strutturale da condividere con la Carinzia. L'obiettivo è individuare un'opera capace di garantire maggiore continuità e minori rischi su un asse che collega direttamente il Friuli montano con oltreconfine.

Le ipotesi sul tavolo per il collegamento con l'Austria

Le alternative allo studio, ha spiegato l'assessore, sono due. La prima prevede una galleria lunga circa quattro chilometri e mezzo; la seconda riguarda invece la possibilità di spostare il tracciato con una nuova strada sull'altro versante della montagna.

Tra le due opzioni, la preferenza della Regione e delle categorie economiche del territorio va al tunnel, ritenuto più avanzato sotto il profilo della sicurezza e più gestibile anche nel tempo per quanto riguarda la manutenzione.

Amirante ha ricordato che un'infrastruttura di questo tipo ha già un precedente in Valcellina e ha sottolineato che non si parlerebbe di un'opera fuori scala. Resta però aperta la questione decisiva delle risorse necessarie, passaggio indispensabile per trasformare il progetto in un intervento concreto e rafforzare in modo stabile il collegamento tra Friuli e Austria.

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