Montasio, il bivacco Vuerich restringe gli accessi dopo furti e danni: possibile stop dall’autunno

Nel rifugio d’alta quota sopra Chiusaforte introdotto un accesso con codice. I gestori avvertono: senza rispetto, la struttura potrebbe restare riservata a soccorritori e guide.

19 agosto 2026 14:27
Montasio, il bivacco Vuerich restringe gli accessi dopo furti e danni: possibile stop dall’autunno -
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Nel cuore del gruppo del Montasio, una delle strutture più frequentate dagli appassionati di alta montagna rischia di cambiare funzione. Al bivacco Luca Vuerich, sopra Chiusaforte, i ripetuti episodi di furti e vandalismi hanno spinto i gestori a limitare l’ingresso e a valutare una chiusura quasi totale nei prossimi mesi.

La misura adottata per ora è un sistema di accesso controllato: le chiavi non sono più liberamente disponibili, ma conservate in una cassetta protetta da combinazione. Chi deve utilizzare il bivacco può richiedere il codice ai contatti indicati sul posto.

È un passaggio che nasce da una situazione diventata difficile da sostenere, soprattutto in una struttura collocata oltre i 2.500 metri di quota, dove ogni intervento di manutenzione richiede trasporto di materiali in salita e rientro a valle di ciò che viene rovinato.

Una scelta obbligata per difendere la struttura

A spiegare il senso del provvedimento è Luciano, tra i gestori del bivacco, che non nasconde la preoccupazione per il futuro. L’auspicio è che il nuovo sistema basti a fermare gli accessi irresponsabili e a riportare un minimo di tutela in un luogo pensato come riparo per alpinisti ed escursionisti.

Se però anche questo tentativo non dovesse dare risultati, l’ipotesi sul tavolo è molto più netta: dall’autunno il bivacco potrebbe non essere più aperto a tutti, restando utilizzabile soltanto da Soccorso alpino e guide.

Cosa è successo al Vuerich

Alla base della decisione ci sono diversi episodi che hanno esasperato chi si occupa della gestione. Dalla struttura sono spariti i soldi raccolti nella cassetta delle offerte e anche il libro delle firme, elementi che per un bivacco rappresentano non solo un piccolo sostegno economico ma anche una traccia del passaggio degli escursionisti.

All’interno sono stati trovati anche danneggiamenti a coperte, tovaglie e materassi. A questo si aggiunge la presenza di rifiuti lasciati nella struttura e, in alcuni casi, nascosti tra le pietre all’esterno.

Per chi gestisce un punto d’appoggio in quota, non si tratta di disagi marginali. Ogni coperta da sostituire, ogni materiale da recuperare e ogni pulizia comportano uno sforzo organizzativo ben diverso rispetto a una struttura raggiungibile facilmente dalla valle.

Un presidio prezioso per la montagna friulana

Il bivacco Vuerich è un punto importante per chi frequenta questa parte delle Alpi Giulie. La prospettiva di un accesso fortemente limitato pesa quindi non solo sui gestori, ma anche sulla comunità degli escursionisti e degli alpinisti che fanno riferimento a questi appoggi d’alta quota.

La linea scelta non punta a escludere chi vive la montagna con rispetto, ma a responsabilizzare gli ingressi e a scoraggiare comportamenti che mettono a rischio un bene condiviso. Tutto dipenderà da come verrà accolta questa fase di controllo.

Le prossime settimane saranno decisive: se il nuovo meccanismo con codice riuscirà a contenere abusi e danneggiamenti, il bivacco potrà continuare a svolgere il suo ruolo. In caso contrario, per il Vuerich si aprirebbe una stagione diversa, con porte aperte soltanto a chi opera in montagna per emergenza o lavoro.

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