Monfalcone, e-bike fuori norma fermata dai controlli: sequestro e sanzioni per oltre 5 mila euro
La Polizia locale ha verificato che il mezzo viaggiava anche senza pedalata assistita: per la normativa è assimilabile a un ciclomotore.
Non una semplice bicicletta elettrica, ma un veicolo che per caratteristiche tecniche rientra in un'altra categoria. È quanto ha accertato la Polizia locale di Monfalcone dopo un controllo eseguito nel fine settimana, concluso con il sequestro del mezzo e con una serie di contestazioni per un totale di 5.420 euro.
Il caso riguarda un cittadino bengalese fermato mentre circolava in città a bordo di quella che, a un primo sguardo, appariva come una normale e-bike. A far scattare l'approfondimento è stato però il modo in cui il mezzo procedeva, a velocità sostenuta e senza che il conducente stesse pedalando.
Perché il mezzo non è stato considerato una normale e-bike
Da lì sono partite le verifiche tecniche, effettuate successivamente in officina con strumenti specifici, tra cui i rulli. Gli accertamenti hanno evidenziato che il veicolo non rispettava i requisiti previsti per essere classificato come velocipede.
Secondo quanto ricostruito, la marcia era garantita da una propulsione elettrica autonoma attivabile tramite acceleratore, quindi senza il necessario contributo della pedalata assistita. La velocità raggiungibile era di 19 chilometri orari.
Un elemento decisivo sotto il profilo normativo: in queste condizioni il mezzo viene equiparato a un ciclomotore e non può essere trattato come una comune bicicletta elettrica.
Le violazioni contestate al conducente
All'uomo sono state addebitate più infrazioni al Codice della strada. Tra quelle indicate figurano la guida senza patente, l'assenza del casco, l'utilizzo di un veicolo non conforme ai velocipedi e la mancanza della documentazione richiesta per la circolazione.
Il conto complessivo delle sanzioni amministrative è arrivato a 5.420 euro. Per il mezzo è scattato anche il sequestro amministrativo.
Il richiamo alla sicurezza sulle strade cittadine
Sulla vicenda è intervenuta Anna Maria Cisint, consigliere delegato alla Sicurezza ed europarlamentare, che ha collegato l'episodio alla necessità di mantenere costanti i controlli sui mezzi che circolano in area urbana.
Nel suo commento ha sottolineato che non si tratterebbe di un episodio isolato e che in passato la Polizia locale ha già individuato veicoli modificati illegalmente, usati come se fossero biciclette elettriche ma riconducibili, di fatto, ad altre categorie.
Il punto, viene evidenziato, riguarda soprattutto la tutela di chi si muove sulle strade di Monfalcone: pedoni, ciclisti e automobilisti. Proprio per questo l'attività di verifica proseguirà anche nelle prossime settimane, con attenzione particolare ai mezzi elettrici alterati rispetto alle caratteristiche previste dalla legge.