Mattarella al Verdi per il gran finale di Pordenonelegge: il festival chiude guardando al 2027

Ultima giornata con il Presidente della Repubblica e il Concerto per l’Italia con Il Volo. Fedriga richiama il valore civile della lettura e della democrazia.

20 settembre 2026 21:52
Mattarella al Verdi per il gran finale di Pordenonelegge: il festival chiude guardando al 2027 -
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Il sipario su Pordenonelegge 2026 si è abbassato con una presenza istituzionale di primo piano e con un messaggio che va oltre il calendario del festival. Al Teatro Verdi, nella giornata conclusiva di domenica 20 settembre, l’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato alla chiusura della manifestazione un peso particolare per tutta la regione.

Accanto al momento ufficiale, la città ha vissuto anche l’ultimo grande appuntamento pubblico dell’edizione: il Concerto per l’Italia con Il Volo, inserito nel finale di un percorso che già proietta Pordenone verso il ruolo di Capitale italiana della cultura 2027.

I numeri aiutano a misurare la portata del festival appena concluso: 447 incontri distribuiti in 52 sedi, con quasi 700 protagonisti fra scrittori, ospiti e voci del panorama italiano e internazionale. Un’edizione ampia, che ha confermato il rilievo nazionale della rassegna friulana.

Pordenonelegge chiude con Mattarella e Il Volo, Fedriga: «Cultura e lettura sono libertà»

Il messaggio politico e civile affidato alla cultura

Nel suo intervento, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha legato la giornata a un tema preciso: la libertà. Il governatore ha sottolineato che lettura e cultura rappresentano un segnale concreto di società aperte, capaci di confronto, dissenso e partecipazione democratica.

Il senso della visita del Capo dello Stato, nelle parole di Fedriga, è stato quindi anche questo: ricordare quanto non sia scontata, in molte parti del mondo, la possibilità di esprimersi liberamente, contestare o prendere parola nello spazio pubblico. Un passaggio che ha trasformato la chiusura del festival in un momento dal forte valore simbolico.

Una visita che parla al Friuli Venezia Giulia

Per il territorio regionale, la presenza di Mattarella a Pordenone si inserisce inoltre in un anno molto significativo. Fedriga ha richiamato la visita compiuta dal Presidente il 6 maggio a Gemona del Friuli per l’anniversario del terremoto, dentro il percorso di memoria che accompagna il cinquantesimo del sisma del 1976.

Il riferimento non è rimasto sullo sfondo. A margine della cerimonia conclusiva, il governatore ha ricordato anche i giorni simbolicamente vicini all’anniversario della seconda scossa del 15 settembre 1976 e l’inaugurazione del Castello di Colloredo di Monte Albano, indicato come l’ultima grande opera incompiuta della ricostruzione. Un passaggio, questo, richiamato anche dallo stesso Mattarella nel suo discorso.

Le istituzioni presenti al Teatro Verdi

Ad accogliere il Presidente della Repubblica c’erano, insieme a Fedriga, il sindaco di Pordenone Alessandro Basso e il prefetto Michele Lastella. In platea e sul palco anche il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil e gli assessori regionali Cristina Amirante, Sergio Emidio Bini e Riccardo Riccardi.

Alla cerimonia hanno preso parte inoltre il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava e il sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze Sandra Savino. Con loro anche il presidente della Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti, tra i protagonisti del percorso che accompagna il festival.

Il percorso verso Pordenone Capitale della cultura

Nell’intervento del presidente della Regione è entrato anche il traguardo del 2027. La presenza di Mattarella è stata letta come un segnale importante nel cammino che porterà Pordenone all’anno da Capitale italiana della cultura, in una fase in cui la città è chiamata a consolidare il proprio profilo nazionale.

Fedriga ha poi richiamato il ruolo del Friuli Venezia Giulia come territorio di dialogo verso aree geopoliticamente delicate, ricordando le iniziative avviate negli ultimi anni da Pordenonelegge e da Michelangelo Agrusti, in particolare sul fronte del sostegno all’Ucraina. La Regione, ha aggiunto, continuerà a fare la propria parte con gli strumenti di competenza e nel quadro del coordinamento nazionale.

Pordenonelegge chiude con Mattarella e Il Volo, Fedriga: «Cultura e lettura sono libertà»

La chiusura con Mattarella e con il concerto finale consegna così a Pordenone non solo il bilancio di un’edizione molto partecipata, ma anche un’immagine precisa del ruolo che la città vuole giocare nei prossimi anni: usare la cultura come spazio pubblico, identità e responsabilità civile per tutto il Friuli Venezia Giulia.

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