Marcinelle, il Friuli rinnova la memoria: a Povoletto un anniversario che parla ancora di lavoro e dignità

Nel 70° anniversario della tragedia in Belgio, Povoletto ha ricordato i sette minatori friulani e rilanciato il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

A cura di Web Team Web Team
09 agosto 2026 20:12
Marcinelle, il Friuli rinnova la memoria: a Povoletto un anniversario che parla ancora di lavoro e dignità -
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Settant'anni dopo, Marcinelle continua a interrogare anche il Friuli. A Povoletto la commemorazione della tragedia dell'8 agosto 1956 non si è limitata al ricordo delle 262 vittime della miniera del Bois du Cazier, ma ha riportato al centro una questione che resta aperta: la tutela di chi lavora.

La ricorrenza coincide con la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita per tenere viva la memoria di una delle ferite più profonde dell'emigrazione del dopoguerra. Tra i morti ci furono 136 italiani e sette corregionali, nomi che in Friuli conservano ancora un peso preciso nelle comunità di origine.

La mattinata si è sviluppata tra il momento religioso nella chiesa del paese, con la celebrazione guidata da don Luigi Gloazzo, la deposizione di una corona al monumento ai Caduti e la parte civile ospitata in municipio, dove si sono alternati i diversi interventi istituzionali.

Povoletto ricorda Marcinelle a 70 anni dalla strage: sicurezza sul lavoro al centro

Sette nomi che legano il Friuli a Marcinelle

Il legame della regione con quel disastro passa attraverso sette lavoratori friulani che non fecero ritorno dal Belgio: Pietro Basso di Bannia di Fiume Veneto, Mario Buiatti di Udine, Ruggero Castellani di Ronchis, Lorenzo De Santis di Flaibano, Ferruccio Pegorer di Azzano Decimo, Ciro Natale Piccolo di Povoletto e Armando Zanelli di San Giorgio di Nogaro.

Il loro ricordo restituisce il quadro di un'epoca segnata da partenze obbligate, povertà e occupazioni durissime. Per molte famiglie friulane l'emigrazione fu una scelta imposta dalle condizioni del tempo, e la vicenda di Marcinelle rimane una delle pagine più dolorose di quella storia collettiva.

Il messaggio delle istituzioni: prevenzione non solo come parola

Nel suo intervento, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin ha collegato la commemorazione all'attualità, richiamando il valore delle conquiste ottenute nel tempo sul fronte dei diritti e delle tutele. Ha sottolineato che il benessere di oggi nasce anche dai sacrifici affrontati da chi, tra guerra, fame ed emigrazione, ha accettato lavori pesantissimi per offrire un futuro ai propri figli.

Nel ragionamento di Bordin è rientrato anche il Novecento vissuto dal Friuli Venezia Giulia, una terra segnata da eventi traumatici ma capace di reagire. Marcinelle e Arsia sono state richiamate come tragedie simbolo di una stagione in cui il lavoro poteva trasformarsi in condanna, soprattutto per chi era costretto a partire.

Povoletto ricorda Marcinelle a 70 anni dalla strage: sicurezza sul lavoro al centro

Il passaggio più netto ha riguardato però il presente: secondo Bordin, i passi avanti compiuti non bastano se ancora oggi si continua a morire mentre si lavora. Da qui il richiamo a un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e rappresentanze sociali, con l'obiettivo di rendere la sicurezza un fatto concreto e non soltanto un principio enunciato nelle cerimonie.

Povoletto tra memoria locale ed emigrazione

Il sindaco Giuliano Castenetto ha inserito la commemorazione nel contesto dell'Italia uscita dalla guerra, quando il carbone era decisivo per la ripresa economica e industriale. In quel quadro, ha osservato, la tragedia belga resta l'esempio più evidente di ciò che accade quando il valore della produzione supera quello della vita umana.

Nel corso della cerimonia è emerso anche un altro tratto della storia friulana: la capacità di rialzarsi. Bordin ha richiamato la ricostruzione seguita al sisma del 1976 come segno della tenuta civile della regione, legando quel passaggio ai valori del lavoro, della responsabilità e della solidarietà che ancora oggi vengono riconosciuti al territorio.

Le testimonianze e il prossimo appuntamento

Roberto Gerin, console regionale dei Maestri del lavoro, ha ripercorso i momenti della tragedia, dall'incendio al recupero delle vittime, ricordando anche i riconoscimenti assegnati negli anni alla memoria dei caduti di Marcinelle e dei minatori di Arsia. Un contributo utile a collocare l'anniversario dentro una storia più ampia del lavoro italiano all'estero.

Particolarmente sentita la testimonianza di Oriano Dal Molin, figlio di un minatore e cresciuto in Vallonia, che ha riportato all'attenzione della sala la vita quotidiana delle famiglie legate alle miniere, tra fatica, rinunce e desiderio di riscatto.

Povoletto ricorda Marcinelle a 70 anni dalla strage: sicurezza sul lavoro al centro

A coordinare l'incontro è stato Roberto Kodermatz, console provinciale dei Maestri del lavoro di Udine. Presenti anche il presidente dell'Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop, la consigliera regionale Manuela Celotti e numerosi amministratori locali. Il percorso della memoria proseguirà con il passaggio di testimone a Bannia di Fiume Veneto, sede della commemorazione prevista per il 2027.

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