Liste d’attesa e ricette, Celotti spinge la Regione: «Servono margini più ampi per chi prenota»

La consigliera regionale del Pd chiede interventi pratici in Friuli Venezia Giulia: validità delle impegnative più lunga e percorsi di cura meglio organizzati.

25 settembre 2026 14:21
Liste d’attesa e ricette, Celotti spinge la Regione: «Servono margini più ampi per chi prenota» -
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Per molti cittadini friulani il problema non è soltanto trovare un posto per una visita o un esame, ma arrivare alla data fissata senza che la documentazione necessaria perda efficacia. Su questo punto la consigliera regionale Manuela Celotti, del Partito democratico, torna a sollecitare un intervento della Regione Friuli Venezia Giulia.

Il tema nasce dalle difficoltà che continuano a emergere nel sistema delle prenotazioni sanitarie, soprattutto quando gli appuntamenti vengono assegnati con tempi molto lunghi. In questi casi, osserva Celotti, la rigidità legata alle impegnative rischia di trasformarsi in un ulteriore passaggio complicato per chi deve curarsi.

Il nodo delle prenotazioni rinviate di mesi

La consigliera è intervenuta dopo la risposta della Giunta a una sua interrogazione dedicata proprio alle modalità per rendere più agevole l’accesso alle prestazioni. Nella sua valutazione, prendere atto delle criticità non basta se poi i cittadini continuano a fare i conti con scadenze e procedure che non tengono conto dei tempi reali del servizio sanitario.

Il punto più urgente, secondo Celotti, riguarda la durata delle ricette usate per fissare visite specialistiche ed esami. Se un appuntamento arriva a distanza di molti mesi, e in alcuni casi oltre un anno, diventa difficile chiedere alle persone di programmare tutto con un anticipo così ampio, senza inciampare in nuovi adempimenti burocratici.

Pazienti fragili e anziani al centro della richiesta

L’osservazione della consigliera guarda in particolare a chi ha meno margine per districarsi tra prenotazioni, scadenze e passaggi amministrativi. Anziani e pazienti fragili, sottolinea, sono i primi a subire le conseguenze di un’organizzazione che non sempre accompagna davvero il percorso di cura.

Da qui la richiesta di misure concrete che alleggeriscano il peso di queste procedure. L’obiettivo indicato è evitare che i limiti del sistema ricadano proprio su chi avrebbe bisogno di maggiore continuità assistenziale e di riferimenti più stabili.

I percorsi assistenziali ancora da rafforzare

Nell’intervento di Celotti trova spazio anche il capitolo dei Pdta, i Percorsi diagnostico terapeutico assistenziale. La consigliera riconosce che la Giunta richiama la necessità di rafforzarli, ma ritiene che il loro sviluppo debba procedere più velocemente.

Se questi strumenti fossero pienamente strutturati, il paziente verrebbe seguito direttamente dalla struttura sanitaria che lo ha in carico, con controlli successivi già programmati e meno passaggi lasciati alla sola iniziativa del cittadino. Per Celotti, invece, in una parte significativa delle patologie questo modello non è ancora abbastanza diffuso in Friuli Venezia Giulia.

L’invito alla Giunta e al presidente Fedriga

Nella sua presa di posizione, l’esponente dem chiama in causa anche il presidente della Regione Massimiliano Fedriga. L’invito è a utilizzare sia gli strumenti dell’autonomia speciale sia il peso istituzionale maturato a livello nazionale per cercare regole più flessibili su impegnative e organizzazione dei percorsi di assistenza.

Il messaggio politico, in sostanza, è che non bastano confronti o annunci: servono decisioni capaci di incidere sulla vita quotidiana di chi prenota una prestazione sanitaria. Per Celotti, una visita fissata troppo in là nel tempo non può trasformarsi anche in un ostacolo amministrativo, soprattutto per le persone più esposte e con maggior bisogno di continuità nelle cure.

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