Lignano punta sulla pineta come laboratorio verde: censiti più di 7mila alberi e avviato il percorso di certificazione

Presentati a Lignano Pineta i dati del progetto con l’Università di Udine: focus su gestione scientifica, salute, turismo e accessibilità.

31 luglio 2026 18:14
Lignano punta sulla pineta come laboratorio verde: censiti più di 7mila alberi e avviato il percorso di certificazione -
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La pineta di Lignano entra in una nuova fase: non solo patrimonio paesaggistico e turistico, ma area studiata in modo sistematico per misurarne valore ambientale, benefici per le persone e prospettive di utilizzo durante tutto l’anno. I primi numeri emersi dal lavoro avviato con l’Università di Udine parlano di oltre 7mila alberi rilevati in 11 ettari di superficie demaniale.

I risultati sono stati illustrati oggi, 31 luglio 2026, al PalaPineta di Lignano Pineta, durante un incontro dedicato al futuro di questo spazio verde e alle sue possibili ricadute per il territorio friulano. Tra gli elementi più rilevanti c’è l’avvio di una procedura di certificazione del verde urbano applicata a una pineta costiera, indicata come una prima esperienza a livello nazionale.

Accanto al monitoraggio del patrimonio arboreo, il progetto mette insieme più obiettivi: tutela ecologica, benessere, fruizione inclusiva e nuove opportunità per il turismo legato alla natura. Un’impostazione che guarda a Lignano non soltanto nella stagione balneare, ma anche nei mesi autunnali.

Lignano, oltre 7.000 alberi censiti nella pineta: parte la prima certificazione in Italia

Un patrimonio naturale misurato con criteri scientifici

Nel corso della giornata è stato ricordato che gli 11 ettari della pineta demaniale immagazzinano mediamente circa 75 tonnellate di carbonio per ettaro. Il dato aiuta a definire con maggiore precisione il ruolo ambientale dell’area e rafforza l’idea di una gestione basata su indicatori misurabili, non solo su valutazioni generiche.

Il percorso nato dalla collaborazione tra Società Lignano Pineta e Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali dell’Università di Udine punta proprio a questo: costruire criteri di amministrazione e valorizzazione fondati sulla ricerca, sulla lettura dei servizi ecosistemici e su strumenti di verifica riconoscibili.

Un primo aggiornamento sul monitoraggio era già stato condiviso nelle scorse settimane, ma il confronto ospitato al PalaPineta ha aggiunto il quadro tecnico e le linee operative che accompagneranno i prossimi passaggi.

Lignano, oltre 7.000 alberi censiti nella pineta: parte la prima certificazione in Italia

Chi segue il progetto e quale direzione prende

Ad aprire il focus è stata Ivana Bassi, coordinatrice dell’iniziativa, che ha ripercorso la nascita dell’intesa tra la società che gestisce l’area in concessione demaniale e l’ateneo friulano. Da qui è stato formato un gruppo multidisciplinare composto da Luca Iseppi, Andrea Tomao, Camilla Costa, Alessandro Braida, Alessandro Ricetto, Elisa Tomasinsig e Francesca Visintin.

Il presidente della Società Lignano Pineta, Giorgio Ardito, ha richiamato il percorso già sviluppato negli anni nell’area, spesso utilizzata per attività culturali, sportive e dedicate al benessere. L’obiettivo ora, ha spiegato, è rendere sempre più solide le decisioni sulla gestione, ampliando anche la possibilità di accesso per persone fragili e con disabilità.

Tra le prospettive indicate c’è anche quella di estendere in futuro questo modello ad altre zone di Lignano, aumentando le superfici sottoposte a rilievo e analisi.

La certificazione e il possibile primato italiano

Uno dei punti centrali dell’incontro riguarda la certificazione del verde urbano. Luca Iseppi ha riassunto la linea del progetto in tre direttrici: protezione dell’ambiente, qualità della vita e sostenibilità sia ecologica sia economica. Sul tema è intervenuta anche Francesca Visintin di eFrame, soffermandosi sul significato di un sistema capace di valutare qualità, funzioni e modalità di gestione del verde.

Lignano, oltre 7.000 alberi censiti nella pineta: parte la prima certificazione in Italia

Secondo quanto illustrato durante il convegno, l’iter avviato collocherebbe la pineta di Lignano come prima realtà costiera italiana a muoversi in questa direzione. Un passaggio che, nelle intenzioni dei promotori, può diventare utile non solo sul piano della conservazione, ma anche per programmare con maggiore metodo gli interventi futuri.

Autunno 2026, prime attività tra benessere e inclusione

Il progetto non si ferma ai rilievi ambientali. Una delle ricadute più immediate riguarda infatti un programma sperimentale in calendario tra ottobre e novembre 2026, con attività di Forest Bathing e Forest Therapy. L’attenzione sarà rivolta in particolare alle persone fragili e con disabilità, nella prospettiva di una pineta più accessibile e vissuta oltre i mesi estivi.

Sul rapporto tra natura e salute si è soffermato Paolo Pischiutti, medico di ISDE – Medici per l’Ambiente, che ha richiamato il peso crescente degli ambienti naturali nella prevenzione e nei percorsi di promozione del benessere. L’idea emersa è quella di una fruizione consapevole degli spazi verdi, inserita in progettualità costruite con competenze diverse.

Anche sul fronte turistico la pineta viene letta come una risorsa strategica per intercettare una domanda in crescita, legata a esperienze di benessere e contatto con l’ambiente. Per trasformare questo potenziale in un’offerta stabile, è stata evidenziata la necessità di coordinare progettazione, servizi e comunicazione territoriale.

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Il sostegno regionale e le prospettive per il Friuli Venezia Giulia

A chiudere i lavori è stato il consigliere regionale Alberto Budai, che ha ribadito il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia alle iniziative capaci di tenere insieme ricerca, ambiente, salute e sviluppo turistico. Ha inoltre segnalato il coinvolgimento di diverse direzioni regionali nel percorso avviato.

I dati raccolti a Lignano potrebbero diventare, nel tempo, una base utile anche per un quadro normativo orientato alla valorizzazione dei benefici ambientali, sanitari ed economici generati da una gestione sostenibile delle pinete.

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Per Lignano, e più in generale per il Friuli che cerca modelli di turismo sempre meno stagionali, il progetto rappresenta un banco di prova concreto: da una parte il censimento e la misurazione del patrimonio verde, dall’altra l’idea di trasformare la pineta in uno spazio curato, accessibile e riconoscibile anche come caso studio di rilievo nazionale.

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