Lignano, la pineta diventa un laboratorio a cielo aperto: censiti più di 7 mila alberi
Mappatura su 11 ettari con l’Università di Udine, avviato anche il percorso per la certificazione del verde urbano. In autunno test dedicati al benessere.
Non solo passeggiate e ombra d’estate: la pineta di Lignano entra in una nuova fase, con un progetto che la trasforma in un’area studiata in modo sistematico sotto il profilo ambientale, sanitario e gestionale. Il primo dato che emerge è la dimensione del patrimonio rilevato: più di 7 mila alberi analizzati all’interno della porzione demaniale interessata dall’iniziativa.
La presentazione dei risultati preliminari è avvenuta il 31 luglio 2026 al PalaPineta, dove è stato fatto il punto su un lavoro sviluppato insieme al Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali dell’Università di Udine. L’area presa in esame copre 11 ettari affidati in concessione alla Società Lignano Pineta.
Una base scientifica per gestire la pineta
L’intervento non si limita al conteggio delle piante. Il progetto mira infatti a costruire un modello di gestione fondato su rilievi tecnici, controllo continuo della crescita e valutazione concreta dei benefici prodotti dall’ecosistema.
Tra gli elementi illustrati durante l’incontro c’è anche la procedura avviata per la certificazione del verde urbano: se il percorso arriverà a compimento, quella di Lignano sarà la prima pineta costiera italiana ad aver intrapreso questo iter su basi scientifiche definite.
Dai monitoraggi è emerso inoltre un dato rilevante sul piano ambientale: la capacità media di accumulo è di circa 75 tonnellate di carbonio per ettaro, indicatore che rafforza il valore della pineta anche nella lettura dei servizi ecosistemici.
I rilievi tecnologici e il lavoro del team
I primi esiti tecnici sono stati illustrati da Andrea Tomao dell’Università di Udine. Grazie a droni equipaggiati con sensori LiDAR è stata ottenuta una ricostruzione tridimensionale dell’intera superficie studiata, con una densità media di 680 alberi per ettaro e altezze che arrivano fino a 20 metri.
Accanto alla mappatura è stato predisposto anche un sistema permanente di osservazione dello sviluppo delle piante, passaggio che dovrebbe consentire nel tempo una lettura più precisa dello stato del bosco e delle scelte di manutenzione da adottare.
A coordinare il progetto è Ivana Bassi. Nel gruppo di lavoro figurano Luca Iseppi, Andrea Tomao, Camilla Costa, Alessandro Braida, Alessandro Ricetto, Elisa Tomasinsig e Francesca Visintin, all’interno di una collaborazione costruita tra realtà locale e ateneo friulano.
Accessibilità, salute e nuove attività fuori stagione
Uno degli sviluppi più concreti riguarda l’utilizzo della pineta come spazio dedicato al benessere, con particolare attenzione a una fruizione più inclusiva. Tra ottobre e novembre è previsto un programma sperimentale di forest bathing e forest therapy rivolto soprattutto a persone fragili e con disabilità.
La scelta va anche nella direzione di allungare l’uso dell’area oltre i mesi di punta del turismo balneare, proponendo Lignano come luogo dove ambiente e salute possano dialogare in modo strutturato.
Su questo aspetto è intervenuto anche Paolo Pischiutti, medico di ISDE – Medici per l’Ambiente, richiamando il ruolo crescente degli ambienti naturali nei percorsi di prevenzione e promozione della salute, anche attraverso esperienze calibrate sulle esigenze delle persone.
Un progetto che guarda oltre Lignano Pineta
Il presidente della Società Lignano Pineta, Giorgio Ardito, ha evidenziato come l’area sia stata già utilizzata negli anni per iniziative sportive, culturali e legate al benessere, ma che ora il passaggio decisivo è l’impostazione di una gestione fondata su dati e misurazioni. Tra gli obiettivi indicati c’è anche il miglioramento dell’accessibilità, con la prospettiva di estendere in futuro questo tipo di monitoraggio ad altre zone della località.
Luca Iseppi ha riassunto l’impostazione del progetto lungo tre assi: protezione dell’ambiente, qualità della vita delle persone e sostenibilità sia ecologica sia economica. Francesca Visintin di eFrame ha invece richiamato la necessità di valutare la pineta come un organismo complesso, leggibile attraverso indicatori scientifici capaci di misurarne condizioni e qualità della gestione.
In chiusura, il consigliere regionale Alberto Budai ha confermato l’attenzione della Regione Friuli Venezia Giulia verso iniziative che uniscono ricerca, turismo, salute e tutela del territorio. I dati raccolti a Lignano potrebbero diventare un riferimento tecnico utile anche per ragionare in prospettiva su regole dedicate alla gestione sostenibile delle pinete del Friuli Venezia Giulia.