Lavoro femminile in Friuli Venezia Giulia, la Regione vede una frenata nei primi mesi del 2026

A Trieste il confronto con Aidda: Rosolen richiama il rallentamento dell’occupazione femminile e rilancia il nodo di giovani, famiglie e rientro dei laureati.

22 giugno 2026 23:28
Lavoro femminile in Friuli Venezia Giulia, la Regione vede una frenata nei primi mesi del 2026 -
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Il mercato del lavoro regionale continua a reggere, ma sul fronte dell’occupazione femminile emergono segnali che invitano alla prudenza. È questo il messaggio portato a Trieste dall’assessore regionale Alessia Rosolen, intervenuta a un incontro con le imprenditrici e dirigenti di Aidda.

Il quadro descritto riguarda l’avvio del 2026: dopo gli anni di recupero successivi alla pandemia, la crescita del lavoro delle donne in Friuli Venezia Giulia mostra un passo meno brillante. Un dato che, nelle valutazioni della Regione, impone di mantenere alta l’attenzione su strumenti di sostegno e qualità dell’occupazione.

Il confronto a Trieste e i temi sul tavolo

Nel capoluogo regionale il dialogo si è concentrato su due assi considerati strategici: presenza femminile nel lavoro e opportunità per i più giovani. Questioni che, secondo l’amministrazione regionale, si intrecciano con il calo della popolazione, con i cambiamenti nell’organizzazione sociale e con una trasformazione sempre più rapida del sistema produttivo.

Rosolen ha rimarcato come oggi dinamiche che un tempo richiedevano anni si modifichino in pochi mesi, con effetti immediati su impresa, occupazione e vita familiare. Da qui la necessità, evidenziata durante l’incontro, di politiche capaci di adattarsi con maggiore velocità.

Le misure rivendicate dalla Regione

Nel suo intervento l’assessore ha richiamato gli investimenti regionali destinati a famiglia, natalità, donne e giovani. Il confronto numerico proposto parte dal 2018, quando al sostegno delle madri con un figlio erano assegnati 7 milioni di euro, e arriva agli attuali 130 milioni complessivi indicati per accompagnare il percorso delle famiglie.

La linea indicata dalla Regione punta a rafforzare lavoro stabile, conciliazione tra tempi di vita e tempi professionali e condizioni più sostenibili per chi vuole restare o costruire il proprio futuro in Friuli Venezia Giulia.

Il nodo dei talenti che partono e di quelli che tornano

Tra i dati citati c’è anche quello relativo alla mobilità dei laureati. Negli ultimi vent’anni, ha ricordato Rosolen, 20mila laureati hanno lasciato il territorio regionale, mentre i rientri registrati sono circa 16mila.

Secondo l’assessore, su questo andamento incidono anche le misure introdotte negli anni in materia di welfare, diritto allo studio e occupazione stabile. Il tema resta centrale per una regione che lega sempre di più sviluppo economico e capacità di trattenere competenze.

Occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia, Rosolen: nel 2026 segnali di rallentamento
Occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia, Rosolen: nel 2026 segnali di rallentamento

Gap di genere contenuto, ma il 2026 apre un campanello d’allarme

Nel ragionamento proposto dalla Regione, il Friuli Venezia Giulia presenta un divario di genere tra i più contenuti nel panorama italiano ed europeo. Un elemento positivo che però non basta, da solo, a leggere la fase attuale come del tutto rassicurante.

Il punto critico segnalato riguarda infatti la frenata osservata nel primo trimestre del 2026 rispetto al periodo 2021-2025, quando la dinamica del lavoro femminile era stata più favorevole nella fase di rilancio post-Covid.

Per questo la Regione indica come priorità il consolidamento di occupazione di qualità, con maggiore stabilità e una migliore compatibilità con la vita quotidiana. Un terreno che, per il Friuli Venezia Giulia, resta decisivo non solo per le donne ma anche per i giovani e per l’equilibrio demografico dell’intero territorio.

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