Latisana, il ventennale di Pan di Zucchero rilancia l’impegno sociale nella Bassa Friulana

All’Odeon la festa per i 20 anni dell’associazione: volontari premiati, progetti per il territorio e fondi destinati a studio, infanzia e famiglie fragili.

27 settembre 2026 09:18
Latisana, il ventennale di Pan di Zucchero rilancia l’impegno sociale nella Bassa Friulana -
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Non solo una ricorrenza, ma un momento per misurare quanto il volontariato abbia inciso nella vita della comunità locale. A Latisana, il ventennale di Pan di Zucchero ha riportato al centro il lavoro costruito in questi anni accanto a famiglie, studenti e persone in difficoltà della Bassa Friulana.

La celebrazione si è tenuta sabato 26 settembre al Teatro Odeon, dove l’associazione ha scelto di mettere in primo piano le persone che hanno reso possibile questo percorso: i volontari. La serata ha unito riconoscimenti, testimonianze e un racconto pubblico dell’attività svolta nel tempo.

A ripercorrere le tappe principali è stata la presidente Marisa Ceccato, che ha ricostruito la crescita dell’associazione attraverso i progetti avviati, le collaborazioni maturate sul territorio e l’impegno di chi, negli anni, ha contribuito a farla diventare un punto di riferimento.

Progetti e risorse già destinati al territorio

Tra gli aspetti più rilevanti emersi durante l’incontro c’è il programma dei finanziamenti previsti per il 2026. Si tratta di sei bandi, per un valore complessivo di 50mila euro, sostenuti con una parte delle somme raccolte l’anno precedente attraverso il Circolo del Dono.

Le risorse andranno a scuole dell’infanzia e asili nido, borse di studio, realtà del volontariato, persone seguite da amministratori di sostegno e associazioni attive in ambito sportivo, sociale e culturale. Un capitolo specifico riguarda anche spese sanitarie spesso difficili da affrontare, come apparecchi acustici, occhiali da vista e cure dentistiche per chi vive una situazione economica fragile.

Nel pacchetto rientrano anche venti borse di studio da 500 euro ciascuna, rivolte agli studenti che hanno terminato la terza media con il massimo dei voti.

Dal riuso alla solidarietà concreta

Il cuore dell’attività di Pan di Zucchero resta il recupero di abiti e oggetti donati. Il materiale viene selezionato e rimesso in circolo per chi può ancora utilizzarlo, con offerte che diventano poi sostegno economico per iniziative solidali. È un modello che tiene insieme riuso, attenzione sociale e raccolta di fondi.

All’Odeon questo lavoro è stato raccontato anche attraverso immagini, musica e una mostra fotografica dedicata alla storia dell’associazione. Le volontarie hanno inoltre sfilato con capi usati in un momento collegato al Circolo del Dono, a sottolineare in modo concreto il valore del recupero e della condivisione.

Le origini dell’associazione e il cambio di passo negli anni della crisi

La nascita di Pan di Zucchero risale al 2006, dopo un viaggio in Brasile compiuto da Marisa Ceccato a Minas Novas, nello Stato di Minas Gerais. Da quell’esperienza personale presero forma le prime raccolte fondi e la vendita di oggetti nei mercatini della Bassa Friulana.

Con l’aumento delle donazioni di merce usata arrivò poi il primo Centro Solidale di Latisana. Negli anni successivi, e in particolare dal 2011 con l’aggravarsi della crisi economica, l’associazione ha orientato una parte sempre più significativa del proprio impegno verso le necessità delle famiglie del territorio.

In questo quadro si colloca anche il progetto “Aiuti Silenziosi”, sostenuto grazie alle offerte raccolte nei centri e pensato per dare risposte a situazioni di fragilità economica.

La rete con i Comuni e la serata all’Odeon

Alla serata erano presenti anche il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, il sindaco di Latisana Lanfranco Sette e monsignor Carlo Fant. In sala c’erano inoltre i rappresentanti dei dodici Comuni dell’Ambito, segno di un rapporto consolidato negli anni tra l’associazione e le amministrazioni locali.

Il legame con il territorio è stato uno dei fili conduttori dell’evento: non una semplice celebrazione interna, ma il riconoscimento pubblico di un’esperienza che ha intrecciato volontariato e comunità.

Il finale ha riportato tutti sul palco, con i volontari riuniti dopo le premiazioni e i racconti della serata. Un’immagine corale che ha chiuso la festa guardando avanti, con nuovi interventi già programmati e una presenza che, a Latisana e nella Bassa Friulana, continua a tradursi in aiuto concreto.

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