Latisana, 61 anni dopo la piena il nodo resta la difesa del territorio
Anniversario dell’alluvione del 1965 nella Bassa friulana: fondi regionali per le commemorazioni e nuove sollecitazioni sui lavori contro il rischio idraulico.
La memoria, da sola, non basta se il territorio continua a chiedere opere e manutenzione. A Latisana, nel giorno che riporta al 2 settembre 1965, il ricordo dell’alluvione torna ad affiancarsi al tema più concreto della protezione della Bassa friulana dalle piene del Tagliamento.
Il sessantunesimo anniversario riporta al centro una ferita ancora presente nella storia locale. Quella piena, seguita poi dall’evento del 4 novembre 1966, segnò in profondità Latisana e l’area del basso corso del fiume, con effetti pesanti sulla vita delle famiglie, sulle attività economiche e sull’assetto della città.
Un anniversario che riapre il tema della prevenzione
A richiamare l’attenzione sulla ricorrenza è la consigliera regionale Maddalena Spagnolo, che inserisce quei due episodi tra i passaggi più duri vissuti dal Friuli Venezia Giulia nel secondo dopoguerra. Nella lettura politica dell’anniversario, il punto non è soltanto commemorativo: il richiamo è alla necessità di portare a compimento gli interventi considerati indispensabili per la sicurezza idraulica.
Il messaggio, in sostanza, è che il ricordo delle esondazioni non può ridursi a una cerimonia. Per la comunità latisanese, tenere viva quella memoria significa anche misurarsi con ciò che oggi manca o resta da fare sul fronte della tutela del territorio.
Le risorse per le iniziative dedicate alla memoria
Per le commemorazioni è stato previsto uno stanziamento regionale da 80mila euro. Il contributo è stato inserito nell’Assestamento di bilancio 2025 su richiesta della stessa Spagnolo e punta a sostenere momenti pubblici dedicati al ricordo delle due alluvioni.
Nelle intenzioni espresse dalla consigliera, le iniziative dovranno avere un doppio valore: conservare una pagina decisiva della storia di Latisana e riconoscere la capacità della città di rialzarsi dopo eventi che lasciarono conseguenze molto pesanti.
Il legame personale con Latisana
Nel suo intervento, Spagnolo ha richiamato anche una vicenda familiare che lega direttamente la sua storia a quella delle esondazioni. Pur essendo nata successivamente, ha ricordato i racconti dei parenti che vivevano a Latisana durante quei giorni.
Il riferimento riguarda il palazzo di Piazza Indipendenza dove la famiglia abita ancora oggi, colpito in entrambe le occasioni, e la falegnameria della famiglia materna in Viale Caduti della Julia, andata distrutta. Un passaggio che, nelle sue parole, spiega perché il tema delle alluvioni sia diventato una priorità del suo impegno istituzionale.
Le richieste sui lavori attesi nella Bassa friulana
Accanto alla commemorazione, resta quindi aperto il fronte degli interventi. Spagnolo rivendica di aver portato la questione in Consiglio regionale attraverso commissioni con i sindaci, mozioni e interpellanze, con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sulla messa in sicurezza dell’area.
Il punto sollevato nell’anniversario è chiaro: manutenzione e difesa idraulica devono tradursi in opere reali e non fermarsi agli impegni formali. Il riferimento è ai lavori ritenuti necessari per ridurre il rischio di nuove criticità legate alle piene del Tagliamento tra Latisana e la Bassa friulana.
Per Prima Friuli, il valore di questa ricorrenza sta proprio qui: non soltanto nel ricordo di una tragedia che ha segnato il territorio, ma nella richiesta di risposte concrete per una delle zone più esposte quando il tema torna a essere quello dell’acqua e della sicurezza.