Judrio, dalla gestione dell’emergenza al piano sul fiume: Regione e Comuni preparano i prossimi passi

A Ronchi dei Legionari il confronto tra amministrazioni locali e Regione: già eseguite opere nei punti più colpiti, avviato uno studio sull’intero bacino.

19 giugno 2026 02:32
Judrio, dalla gestione dell’emergenza al piano sul fiume: Regione e Comuni preparano i prossimi passi -
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Non solo riparare i danni lasciati dal maltempo di novembre, ma costruire una strategia più ampia per ridurre il rischio lungo tutto il Judrio. È questo l’indirizzo emerso dal vertice ospitato il 18 giugno a Ronchi dei Legionari, dove l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro ha incontrato i sindaci dei territori interessati.

Il confronto ha messo insieme due piani: da una parte quanto è stato già fatto nei mesi successivi all’alluvione, dall’altra la necessità di impostare interventi stabili per un’area che ha mostrato fragilità evidenti durante gli eventi meteo più intensi.

Una fase nuova per il bacino

Accanto alle opere urgenti, la Regione ha scelto di aprire una valutazione complessiva sul corso d’acqua. In questa direzione va l’incarico affidato al professor Nicolini dell’Università di Udine, chiamato ad analizzare l’intero bacino dello Judrio.

L’obiettivo è arrivare a indicazioni tecniche utili per contenere il pericolo idrogeologico e rendere più sicure le comunità che vivono lungo il fiume, in un contesto in cui gli effetti dei cambiamenti climatici impongono una programmazione diversa rispetto al passato.

Gli interventi già avviati dopo l’alluvione

Nel corso della riunione è stato fatto anche il punto sulle attività portate avanti nell’immediato dopo-emergenza. La Regione, insieme alla Protezione civile e agli uffici tecnici, ha attivato fin da subito le misure necessarie per affrontare le criticità più urgenti.

Tra le località indicate come maggiormente colpite figurano Romans, Versa, Vencò e Chiopris. In queste aree le prime operazioni hanno riguardato soprattutto la rimozione delle situazioni più delicate, con lavori pensati per limitare le conseguenze dell’ondata di piena.

I fondi messi a disposizione da Regione e Governo hanno consentito di intervenire sui corsi d’acqua con pulizia degli alvei, asportazione dei materiali accumulati e opere di consolidamento nei tratti considerati più vulnerabili. Un percorso che si collega anche al Contratto di fiume del Judrio, sottoscritto nelle settimane scorse.

Il nodo del coordinamento tra enti

Nel dibattito con i sindaci è entrato anche il tema dei rapporti istituzionali e della gestione condivisa delle scelte. Scoccimarro ha richiamato le osservazioni arrivate dal sindaco di Romans, sostenendo però che il lavoro svolto in questi mesi sia già riconoscibile negli interventi realizzati sul territorio.

Il messaggio emerso dall’incontro è che, di fronte a episodi come quello dello scorso novembre, nessun livello amministrativo può agire da solo. La collaborazione tra Comuni, Regione e Protezione civile resta il passaggio decisivo per trasformare le risposte immediate in un programma di messa in sicurezza più duraturo.

Da Ronchi dei Legionari arriva quindi una linea di continuità per i prossimi mesi: sostegno economico e operativo ai municipi del bacino e, parallelamente, uno studio scientifico che dovrà orientare gli interventi strutturali futuri sul Judrio.

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