Incendi in Carnia, Zalukar porta il confronto sulla prevenzione: «In Friuli Venezia Giulia manca un piano aggiornato»
Nel pieno dell’emergenza sui monti friulani, l’esponente di Costituzione 32 contesta alla Regione l’assenza di un Piano antincendio boschivo adeguato.
Nel momento in cui la Carnia resta sotto pressione per i roghi che stanno impegnando uomini e mezzi da giorni, dal fronte politico arriva una contestazione precisa sulla gestione del rischio incendi in Friuli Venezia Giulia. A sollevarla è Walter Zalukar, esponente dell’Associazione Costituzione 32, che punta l’attenzione non tanto sulle operazioni in corso quanto su ciò che, a suo giudizio, sarebbe mancato prima dell’emergenza.
Il nodo, nella nota diffusa dall’associazione, è l’assenza di un Piano Antincendio Boschivo regionale aggiornato. Secondo Zalukar, la Regione non avrebbe dato seguito nei tempi previsti a quanto stabilito dalla legge regionale 17 del 2019, che indicava la necessità di predisporre lo strumento entro l’anno successivo.
«I boschi della Carnia bruciano, la Regione FVG non ha un Piano Antincendio Boschivo aggiornato e si attende la pioggia», afferma Zalukar.
Il tema della prevenzione al centro della critica
La presa di posizione arriva mentre l’attenzione pubblica è concentrata soprattutto sull’emergenza attiva tra le montagne friulane. Ma il ragionamento di Costituzione 32 si sposta su un piano diverso: prevenzione, organizzazione e programmazione.
Per Zalukar, un piano aggiornato non servirebbe soltanto quando il fuoco è già divampato, ma soprattutto nella fase precedente, con interventi di vigilanza, manutenzione del bosco, gestione del territorio e realizzazione di infrastrutture come le strade tagliafuoco. Nella sua lettura, l’efficacia dello spegnimento dipende anche da queste scelte preparatorie.
«La pianificazione è essenziale per la previsione e prevenzione degli incendi boschivi: vigilanza, manutenzione delle aree boschive, strade tagliafuoco. Ed è altrettanto essenziale quando il fuoco divampa per assicurare efficacia e sicurezza delle operazioni di spegnimento».
Le parole di Riccardi e la replica di Costituzione 32
Nel comunicato, Zalukar richiama anche le dichiarazioni rese a Ferragosto dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che aveva indicato nei giorni successivi un possibile cambiamento del meteo, ipotizzando un miglioramento del quadro generale con l’arrivo di condizioni più favorevoli.
È proprio questo passaggio ad aver innescato la replica polemica. Secondo Zalukar, non si può ridurre la prospettiva d’uscita dall’emergenza all’attesa di una svolta climatica, se a monte non sono stati aggiornati gli strumenti di pianificazione previsti.
«Ferragosto, i boschi della Carnia bruciano e l’assessore alla Protezione Civile comunica che giovedì prossimo potremmo assistere a un cambio delle condizioni meteo e quindi, forse, essere in grado di chiudere questa stagione di incendi».
«Del resto, che altro fare oltre a quel che c’è già in campo, se non aspettare la pioggia?».
Il richiamo a un documento che risale agli anni Novanta
Uno dei punti più duri della nota riguarda il riferimento tecnico che, secondo l’associazione, continuerebbe a rappresentare il quadro di base per il Friuli Venezia Giulia. Zalukar sostiene infatti che, nonostante gli incendi degli ultimi anni, non si sia arrivati a un vero aggiornamento complessivo.
«Neppure i disastrosi roghi del 2022 sono serviti per avere un Piano AIB aggiornato. Il nostro attuale riferimento tecnico-normativo risale al secolo scorso: è il “Piano Regionale di Difesa del Patrimonio Forestale 1997-1999”, DPG n. 0136 del 17 aprile 1998».
Nel ragionamento dell’associazione, proprio eventi recenti e particolarmente gravi avrebbero dovuto accelerare una revisione degli strumenti regionali destinati alla prevenzione e alla risposta agli incendi boschivi.
Nessuna accusa a chi lavora sul campo
La nota distingue nettamente tra il piano politico-organizzativo e quello operativo. Zalukar, infatti, non rivolge critiche a Vigili del fuoco, Corpo forestale, Protezione civile e volontari impegnati nell’emergenza in Carnia. Al contrario, ne sottolinea il lavoro in condizioni difficili.
«La lotta contro gli incendi sostenuta dai pompieri, dalle guardie forestali e dai volontari diventa eroica, anzi doppiamente eroica».
«Oltre ad affrontare roghi immensi in un clima torrido e in ambienti ostili, devono operare senza piani di emergenza aggiornati e condivisi».
Il riferimento si inserisce in un quadro che, anche negli ultimi bollettini relativi all’area dell’Amariana e dell’Amarianute, ha mostrato una situazione complessa e ancora delicata per il territorio friulano.
Il confronto con la Slovenia e la questione dei volontari
Nella stessa presa di posizione, Zalukar cita anche l’esempio della Slovenia, che nei giorni dell’emergenza ha dato supporto alle operazioni di spegnimento con i propri velivoli. Secondo l’esponente di Costituzione 32, il Paese confinante avrebbe investito con maggiore decisione sulle dotazioni e sulle infrastrutture dedicate agli incendi boschivi.
«La vicina Slovenia ha fatto tesoro di tale esperienza migliorando, tra l’altro, le infrastrutture antincendio con nuovi idranti e piste tagliafuoco, e ha acquistato quattro velivoli dedicati, gli Air Tractor Fire Boss capaci ciascuno di 3mila litri di acqua a lancio».
Un altro passaggio della nota riguarda invece il numero di volontari della Protezione civile indicato per l’area di Amaro in una precedente comunicazione regionale. Zalukar riprende la cifra riportata dall’assessore Riccardi e la usa per contestare l’adeguatezza dell’organizzazione complessiva.
«Ad Amaro sono inoltre impegnati circa 30 volontari della Protezione civile».
«Ma come? In un incendio così esteso ci sono solo 30 volontari?».
Anche in questo caso, precisa l’associazione, il rilievo non è rivolto a chi presta servizio, ma alle condizioni in cui viene chiamato a operare. La chiusura del comunicato torna infatti sullo stesso punto: non bastano i ringraziamenti, serve mettere chi interviene nelle condizioni migliori per agire con efficacia e sicurezza, a tutela del patrimonio boschivo friulano e della fauna che lo abita.