Grado apre le porte alla ricerca sul mare: il 15 giugno robot in acqua, attività per i più giovani e un incontro pubblico

Al Mandracchio una giornata con Università di Udine e Goletta Verde: dimostrazioni in mare, laboratori per ragazzi e focus serale sulle fragilità dell’Alto Adriatico.

13 giugno 2026 13:04
Grado apre le porte alla ricerca sul mare: il 15 giugno robot in acqua, attività per i più giovani e un incontro pubblico -
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Il mare dell’Alto Adriatico, le sue fragilità e gli strumenti con cui oggi viene studiato saranno al centro di una giornata aperta al pubblico a Grado. Lunedì 15 giugno 2026 il Porto Mandracchio ospiterà un programma che unisce divulgazione, attività educative e prove sul campo con tecnologie utilizzate nella ricerca ambientale.

L’appuntamento coinvolge l’Università di Udine nella tappa regionale di Goletta Verde e porterà nella località lagunare ricercatori, studenti, famiglie e curiosi interessati a capire più da vicino come si osserva e si monitora lo stato di salute del mare.

Grado come vetrina per la scienza applicata al mare

La parte più visibile della giornata sarà quella dedicata ai droni marini scientifici, con dimostrazioni in acqua previste dalle 11.30. Il pubblico potrà seguire da vicino il funzionamento dei mezzi autonomi di superficie e subacquei messi a punto dall’ateneo friulano per raccogliere dati ambientali lungo la costa e in mare.

Le prove saranno affiancate da “UniUd Sailing Lab”, la barca-laboratorio dell’Università di Udine, utilizzata come supporto operativo nelle attività di monitoraggio. L’obiettivo è mostrare in modo concreto come queste tecnologie possano essere impiegate in maniera efficace e sostenibile nello studio degli ecosistemi costieri.

Mattinata dedicata a bambini e ragazzi

Prima delle dimostrazioni, dalle 9.30, a bordo di Goletta prenderanno il via i laboratori rivolti alla fascia d’età tra i 6 e i 14 anni. I più giovani avranno l’occasione di avvicinarsi ai temi della ricerca marina attraverso un’esperienza diretta con il supporto dei ricercatori dell’università.

Durante le attività sarà spiegato come funzionano i robot impiegati nelle indagini ambientali e quale contributo possano dare alla tutela del patrimonio naturale marino. Un modo, nelle intenzioni degli organizzatori, per trasformare la divulgazione scientifica in un’esperienza accessibile anche ai più piccoli.

Perché questi strumenti sono importanti per l’Adriatico

I sistemi autonomi utilizzati dall’ateneo trovano applicazione nel controllo di alcuni indicatori ritenuti decisivi per valutare l’equilibrio delle aree costiere. Tra questi ci sono le praterie sommerse di fanerogame marine, la qualità dell’acqua e altri parametri utili a leggere l’evoluzione dell’ambiente marino.

Si tratta di un filone di ricerca che guarda da vicino alle condizioni dell’Alto Adriatico, con campagne di osservazione pensate per raccogliere informazioni sia lungo la fascia costiera sia in acque più aperte. In questo quadro, Grado diventa anche un punto di contatto tra ricerca scientifica e territorio.

Grado, il 15 giugno droni marini e laboratori con Università di Udine e Goletta Verde
Grado, il 15 giugno droni marini e laboratori con Università di Udine e Goletta Verde

Nel pomeriggio il confronto sul futuro del mare

La giornata proseguirà alle 18 al Museo nazionale di archeologia subacquea dell’alto Adriatico. Qui Francesco Boscutti, docente di botanica dell’Università di Udine, interverrà su un tema che riguarda da vicino anche il Friuli Venezia Giulia: “Il destino del mare in Alto Adriatico: un ecosistema e un’economia a rischio”.

Il dibattito si inserisce in un percorso più ampio che mette insieme amministratori, mondo della ricerca, associazioni ambientaliste e rappresentanti della pesca. Sul tavolo ci sono questioni ormai centrali per le coste del Nordest: l’aumento della temperatura del mare, l’innalzamento del livello delle acque, la presenza di specie aliene e le risposte necessarie per proteggere ambiente ed economie locali.

Il progetto che sostiene l’iniziativa

L’appuntamento gradese rientra nelle attività di Brigantine, progetto Italia-Croazia coordinato dall’Università di Udine e orientato allo sviluppo di tecnologie autonome innovative per il monitoraggio dell’ambiente marino e costiero.

Come evidenziato dalla coordinatrice Sabina Susmel, iniziative di questo tipo servono ad avvicinare cittadini, studenti e operatori del territorio al lavoro portato avanti dall’ateneo sulla tutela dell’ecosistema adriatico. Un percorso che punta anche sulla collaborazione transfrontaliera tra Italia e Croazia, considerata utile per condividere dati, competenze e strumenti davanti alle sfide poste dal cambiamento climatico e dalla conservazione della biodiversità marina.

Per Grado sarà quindi una giornata che va oltre la semplice dimostrazione tecnologica: il porto e il museo diventeranno per alcune ore luoghi di incontro tra comunità locale, ricerca universitaria e attenzione per il futuro del mare.

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