Goriziano, doppio fronte sulla ferrovia: Mossa torna nel dibattito, Lunetta verso i cantieri

Bernardis lega il rilancio della fermata di Mossa e l’opera della Lunetta a un unico disegno per rendere più forte il sistema ferroviario del territorio.

22 ottobre 2026 12:57
Goriziano, doppio fronte sulla ferrovia: Mossa torna nel dibattito, Lunetta verso i cantieri -
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Nel Goriziano il confronto sulle ferrovie torna a concentrarsi su due punti distinti ma collegati tra loro: la possibile riattivazione della fermata di Mossa e la realizzazione della Lunetta. Due partite diverse, che secondo il consigliere regionale Diego Bernardis possono incidere sia sugli spostamenti quotidiani sia sulla funzionalità complessiva del nodo locale.

Il tema è riemerso dopo quanto illustrato in IV Commissione regionale dall’assessore alle Infrastrutture Cristina Amirante. Bernardis, in una nota, ha letto gli aggiornamenti come un passaggio importante per dare maggiore peso al sistema ferroviario dell’area goriziana, sia sul versante del trasporto merci sia su quello del servizio ai pendolari.

Mossa rientra nella prospettiva della mobilità locale

Per il consigliere, la fermata di Mossa non va considerata un elemento secondario rispetto alle opere più grandi. La questione, ricorda, è sul tavolo da anni: già nel 2019 aveva portato in Consiglio regionale la richiesta di riattivazione, avviando un percorso condiviso con Regione, Comune e Rfi.

Secondo Bernardis, il rafforzamento della linea Udine-Gorizia-Monfalcone rende oggi più concreta la possibilità di riportare quel servizio sul territorio. L’obiettivo indicato è offrire un punto di accesso utile per il Collio e per chi si muove in direzione di Gorizia o verso Udine.

La Lunetta vista come leva per il nodo di Gorizia

Accanto al capitolo Mossa, Bernardis richiama l’attenzione sull’intervento della Lunetta, per il quale è stata confermata la partenza dei lavori entro il 2026. Un’opera che, nella sua lettura, può incidere sulla competitività del collegamento ferroviario che passa per Gorizia.

Il consigliere sottolinea che il progetto ha attraversato una fase lunga, dai periodi di fermo fino alla progettazione esecutiva, e considera significativa la conferma arrivata da Rfi. L’effetto atteso è una rete più scorrevole, con minori passaggi tecnici e benefici in termini di tempi e costi.

Una strategia unica per il territorio

Pur trattandosi di interventi con funzioni diverse, Bernardis li inserisce nello stesso quadro strategico. Da una parte c’è l’infrastruttura che punta a migliorare la tenuta del sistema ferroviario; dall’altra un servizio di prossimità che, se ripristinato, potrebbe rispondere a esigenze molto concrete del territorio.

Nella sua valutazione, il Goriziano ha bisogno sia di opere capaci di aumentare l’efficienza della rete sia di fermate utili a chi usa il treno ogni giorno. Per questo il consigliere ha ringraziato l’assessore Amirante per l’attenzione riservata all’area e per il lavoro portato avanti con Rfi.

Il passaggio politico emerso nelle ultime ore è quindi chiaro: la discussione sulle ferrovie nel Friuli orientale non riguarda soltanto i grandi cantieri, ma anche la qualità dei collegamenti di scala locale. Ed è su questo equilibrio tra infrastruttura e servizio che si gioca una parte del futuro della mobilità nel Goriziano.

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