Case popolari in Friuli Venezia Giulia, scontro politico sui vuoti Ater: opposizioni all’attacco della Giunta

Bullian e Moretti contestano le parole dell’assessore Amirante: al centro liste d’attesa, alloggi non assegnati e richieste di riforma del sistema.

22 ottobre 2026 10:42
Case popolari in Friuli Venezia Giulia, scontro politico sui vuoti Ater: opposizioni all’attacco della Giunta -
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Il nodo degli alloggi pubblici torna al centro del confronto politico in Friuli Venezia Giulia, con numeri che per le opposizioni descrivono un’emergenza tutt’altro che risolta. A riaccendere la polemica sono le dichiarazioni dell’assessore regionale Cristina Amirante sullo stato delle Ater e sugli interventi programmati per recuperare gli appartamenti oggi non disponibili.

A intervenire sono i consiglieri regionali Enrico Bullian, di Casa civica, e Diego Moretti, del Partito democratico, che contestano la lettura data dalla Giunta regionale. Secondo i due esponenti di minoranza, presentare le opere già avviate come prova di una svolta nella gestione del sistema abitativo pubblico significa evitare un confronto sul bilancio di questi anni.

I numeri che alimentano il confronto

Nel loro intervento, Bullian e Moretti richiamano due dati che considerano centrali. Il primo riguarda le famiglie in graduatoria: sarebbero 8.917 quelle in attesa di una casa. Il secondo tocca invece il patrimonio non utilizzato: oltre 5.349 alloggi di proprietà o gestiti dalle Ater risultano non locati, in parte perché da ristrutturare e in parte perché destinati alla vendita.

Per i consiglieri, è proprio questo scarto tra bisogno abitativo e case non assegnate a rendere insufficiente la linea seguita finora. Pur riconoscendo che il piano Repower Eu, con interventi previsti per 150 milioni di euro, può dare un contributo al recupero e all’efficientamento degli immobili, sostengono che il problema richieda una strategia più ampia e stabile.

Le accuse all’assessore Amirante

Nel mirino dei due consiglieri finisce soprattutto il richiamo alle responsabilità delle amministrazioni precedenti. Bullian e Moretti parlano di una ricostruzione fuorviante e osservano che la coalizione guidata da Massimiliano Fedriga governa la Regione da otto anni, un periodo che a loro giudizio non consente più di attribuire ad altri le criticità ancora aperte.

La critica investe anche il riferimento alla legge regionale 1 del 2016. Secondo i due esponenti dell’opposizione, quella norma è stata superata dall’attuale maggioranza soltanto nel 2026, e quindi indicarla oggi come causa dei problemi del sistema Ater non chiarirebbe le responsabilità politiche maturate nell’ultimo lungo ciclo di governo regionale.

Le richieste dell’opposizione per cambiare gestione

Accanto alle contestazioni, Bullian e Moretti avanzano alcune proposte precise. Chiedono di mettere mano alla governance delle Ater, eliminando i consigli di amministrazione ritenuti inutili e tornando a un direttore a tempo pieno per ciascuna azienda, con l’obiettivo dichiarato di rendere più efficiente l’intero sistema.

Un altro punto riguarda la programmazione. Per i consiglieri serve un piano straordinario di durata decennale dedicato all’edilizia residenziale pubblica, costruito attorno al recupero degli alloggi inutilizzati e al rafforzamento del patrimonio disponibile. Nella loro impostazione, andrebbero inoltre previste misure mirate per le aree della regione dove la pressione abitativa è più alta.

La valutazione finale dei due esponenti di minoranza è netta: senza scelte strutturali, gli annunci rischiano di restare scollegati dalla situazione concreta di migliaia di nuclei familiari. Il tema della casa, sostengono, va affrontato con risultati misurabili e con una gestione capace di ridurre davvero il numero degli appartamenti oggi ancora fuori dal mercato pubblico.

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