Da Udine a Tashkent: sette fotografie di Aran Cosentino portano il Friuli alla Biennale internazionale
L’autore friulano, nato a Udine e cresciuto nelle Valli del Natisone, è stato scelto nella sezione fotografia della rassegna d’arte contemporanea in Uzbekistan.
C’è anche un nome friulano tra i protagonisti dell’undicesima Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Tashkent. A rappresentare l’Italia nella sezione dedicata alla fotografia è stato Aran Cosentino, autore nato a Udine nel 2002 e formatosi tra il Friuli e alcuni dei principali percorsi accademici del settore.
Per il territorio è un riconoscimento che pesa: Cosentino, cresciuto nelle Valli del Natisone, ha portato in Uzbekistan sette immagini selezionate dal suo portfolio, inserite in una rassegna che ha riunito artisti provenienti da decine di Paesi e che quest’anno ha ruotato attorno al tema “Orizzonte degli eventi”.
Un friulano nella vetrina internazionale di Tashkent
La Biennale si è tenuta dal 12 al 16 ottobre 2026 nella capitale uzbeka e ha coinvolto sette sedi istituzionali della città. Tra queste, la Casa della Fotografia di Tashkent, nel distretto di Mirobad, spazio che ha accolto anche le opere di Cosentino e che rappresenta uno dei luoghi culturali più frequentati della città.
L’esposizione fotografica è stata inaugurata il 13 ottobre all’interno di un edificio storico del 1934, davanti al Palazzo dei Forum. In quel contesto si è sviluppato un confronto tra linguaggi diversi, dalla fotografia alle installazioni, fino alle sperimentazioni legate all’intelligenza artificiale.
Sette opere selezionate e un gruppo ristretto di autori
Le immagini scelte di Aran Cosentino, tra colore e bianco e nero, appartengono a differenti serie del suo lavoro. L’autore friulano è stato inserito in un percorso espositivo condiviso con soli altri cinque fotografi internazionali, una presenza numericamente contenuta ma centrale nell’impianto della mostra.
Secondo la presentazione ufficiale della rassegna, proprio la fotografia ha assunto un ruolo di primo piano nella riflessione sul rapporto tra persona, memoria e varietà del reale. Un’impostazione in sintonia con la ricerca di Cosentino, da tempo attenta ai temi dell’identità, dell’ambiente e della dimensione simbolica dell’immagine.
La sua candidatura è stata sostenuta da Aida Abdullaeva, artista di origine russo-uzbeka e presidente dell’associazione culturale Progetto Angeli. Dopo aver conosciuto il lavoro del fotografo friulano, Abdullaeva ha presentato il suo portfolio all’Accademia uzbeka, passaggio che ha portato poi alla selezione ufficiale per la rappresentanza italiana.
Il percorso tra Udine, Natisone e accademie d’arte
Il profilo di Cosentino unisce radici locali e formazione artistica già molto articolata. Nato a Udine e cresciuto nelle Valli del Natisone, si è laureato con 110 e lode in Arti Multimediali all’Accademia di Belle Arti di Venezia con una tesi dedicata al concetto di ombra in Carl Gustav Jung. Oggi frequenta l’ultimo anno del biennio magistrale di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
In Friuli il suo nome è noto anche per l’impegno ambientale: a quattordici anni fondò il comitato che si batté per la tutela del torrente Alberone, alle pendici del Matajur. Sul piano artistico ha inoltre collaborato con il direttore della fotografia Peter Zeitlinger nel suo studio di Premariacco ed è stato per quattro edizioni assistente al Venezia International Photo Festival.
Tra i riconoscimenti già ottenuti figurano il premio ricevuto a Palermo a sedici anni da Letizia Battaglia al concorso “TuttoMondo” di Save the Children Italia, la menzione al Premio Nino Migliori nel 2026, il Premio Austria Imperialis nel 2025, il Premio Ordine San Stanislao nel 2026 e altri attestati legati sia all’attività culturale sia a quella civica.
Una Biennale che mette in dialogo arte e trasformazioni del presente
L’edizione 2026 della Biennale di Tashkent ha riunito 140 artisti provenienti da 34 Paesi, con una presenza equilibrata tra autori uzbeki e stranieri. Il progetto centrale ha affrontato questioni come il rapporto tra memoria storica e futuro algoritmico, tra esperienza umana, simulazione e intelligenza artificiale.
Nelle varie sedi cittadine sono stati presentati lavori di pittura, scultura, grafica, videoarte, fotografia e installazioni di grande formato. Accanto alla mostra sono state organizzate anche conferenze internazionali dedicate al ruolo dell’arte contemporanea dentro i cambiamenti sociali e culturali in corso.
All’interno della presenza italiana sono stati mostrati anche i lavori di Andreas Martin Fedrigo in videoproiezione, oltre a opere della stessa Aida Abdullaeva. Durante il festival è stato inoltre annunciato l’avvio di nuovi programmi per giovani artisti, con l’idea di sostenere scambi e tirocini creativi tra Paesi diversi.
Per il Friuli Venezia Giulia, la partecipazione di Aran Cosentino a Tashkent non è soltanto una voce di curriculum personale. È anche il segnale di una scena culturale capace di esprimere autori che partono da un territorio preciso, con le sue comunità e i suoi paesaggi, e arrivano a misurarsi in contesti internazionali di primo piano.