Udine, il Premio Luigi Mari 2026 porta in Sala Vivaldi il recital di Elisa Banetta
Sabato 24 ottobre al Conservatorio Tomadini appuntamento gratuito con la pianista premiata quest’anno: in programma pagine di Schumann e Albéniz.
Il riconoscimento assegnato ogni anno dal Conservatorio Tomadini al miglior neodiplomato in pianoforte diventa anche un concerto aperto alla città. A Udine, sabato 24 ottobre alle 16, la Sala Vivaldi ospiterà il recital di Elisa Banetta, vincitrice del Premio Luigi Mari 2026.
Per il pubblico friulano sarà l’occasione di ascoltare una giovane interprete già apprezzata in diversi contesti musicali del territorio, da Piano City Pordenone agli International Music Mastercourses di Cividale del Friuli. L’ingresso è libero, nel segno della volontà con cui era nato il lascito del professor Luigi Mari: sostenere il merito e favorire una partecipazione ampia alla musica dal vivo.
Il premio, accompagnato da una borsa di studio da 3.000 euro, viene attribuito annualmente al pianista diplomato con i risultati più alti al Conservatorio Jacopo Tomadini. Banetta ha concluso il percorso accademico nell’anno 2024/2025 con il massimo dei voti e la lode e salirà sul palco per il concerto ufficiale legato all’edizione 2026.
Info e dettagli:
Un programma tra introspezione romantica e colori spagnoli
La costruzione del recital mette insieme due mondi molto diversi. Nella prima parte Elisa Banetta affronterà una selezione dai Fantasiestücke op. 12 di Robert Schumann: Des Abends, Aufschwung, Warum?, Grillen, In der Nacht. Si tratta di pagine in cui il compositore tedesco alterna slanci, ombre e passaggi più raccolti, quasi a comporre episodi di un racconto musicale.
Questo nucleo schumanniano ha anche un legame diretto con il percorso di studi della pianista, che su queste pagine ha concentrato un approfondimento accademico nella sua tesi di laurea. Un dettaglio che dà al concerto udinese un valore ulteriore, perché restituisce al pubblico non solo un’esecuzione, ma anche il risultato di una ricerca interpretativa maturata nel tempo.
Nella seconda parte il programma si sposterà verso Isaac Albéniz con l’esecuzione completa dei Cantos de España op. 232: Prélude, Orientale, Sous le palmier, Córdoba, Seguidillas. La suite, composta tra il 1892 e il 1898, è tra le opere più note dell’autore spagnolo e ha contribuito a diffondere nel repertorio pianistico una tavolozza timbrica fortemente evocativa.
Il celebre Prélude, conosciuto anche come Asturias, è uno dei brani che più hanno superato i confini del pianoforte grazie alla fortuna avuta anche nella versione per chitarra. Proprio in queste pagine si riconosce la scrittura di Albéniz, capace di suggerire sulla tastiera accenti, risonanze e gesti tipici della tradizione iberica.
Il percorso della giovane pianista tra Friuli occidentale e Tomadini
Originaria di San Vito al Tagliamento e residente a Maniago, Elisa Banetta ha iniziato a studiare pianoforte a 9 anni all’Associazione Filarmonica di Maniago. La sua formazione è passata attraverso la guida del maestro Antonello Guaianuzzi, proseguendo poi con Sebastian Di Bin e Irina Ovtchinnikova.
Nel 2025 ha conseguito il Diploma Accademico di I Livello al Conservatorio Tomadini con Umberto Jacopo Laureti e oggi frequenta il Biennio di II Livello nella classe di Andrea Rucli. Accanto all’attività solistica coltiva anche la musica da camera, altro versante importante del suo percorso.
Per Banetta questo è un periodo particolarmente significativo: dopo l’assegnazione del Premio Luigi Mari a marzo, a giugno è arrivato anche il primo posto alla quarta edizione del Concorso Giovanile Europeo “Renzo Iuri” di Tarcento. Il recital di Udine si inserisce dunque in una fase di crescita artistica già molto visibile, che il pubblico del Tomadini potrà seguire da vicino in un appuntamento pensato non solo come celebrazione, ma come incontro concreto tra una giovane musicista e la sua comunità musicale di riferimento.