Gorizia si prepara ai giorni clou di Gusti di Frontiera: più treni, navette e 17 borghi del gusto
La rassegna anima il centro fino al 27 settembre: 350 stand internazionali, servizi potenziati per l’arrivo dei visitatori e un piano dedicato alla sicurezza.
Per Gorizia sono quattro giornate che pesano non solo sul calendario degli eventi, ma anche sull’organizzazione della città. Fino a domenica 27 settembre il centro storico vive il ritorno di Gusti di Frontiera, arrivata alla ventunesima edizione, con una macchina logistica pensata per sostenere un afflusso molto ampio di pubblico.
L’appuntamento mette insieme 350 stand in rappresentanza di 45 Paesi, distribuiti in 17 borghi tematici. Un format che conferma la vocazione internazionale della manifestazione e che, anno dopo anno, continua a essere uno dei momenti più riconoscibili dell’autunno goriziano.
All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, gli assessori regionali Sergio Emidio Bini, Cristina Amirante e Pierpaolo Roberti, insieme al sindaco Rodolfo Ziberna e al presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Dal confronto istituzionale è emersa soprattutto l’attenzione agli aspetti pratici: accessi, mobilità e gestione dell’area interessata dall’evento.
Come cambia la mobilità nei giorni della manifestazione
Uno dei punti centrali riguarda i collegamenti. Per raggiungere più facilmente il cuore della rassegna, la Regione ha previsto un rafforzamento del trasporto pubblico con treni straordinari e oltre 30mila posti in più sulla rete ferroviaria, affiancati da navette tra la stazione e il centro cittadino.
La scelta punta a ridurre il ricorso all’auto privata nei giorni di maggiore affluenza e a distribuire meglio gli arrivi nell’arco della giornata. Nel piano rientrano anche servizi rivolti all’accessibilità, con parcheggi riservati alle persone con disabilità e un coordinamento tra ferro e gomma pensato anche per le ore serali e notturne.
Per una città come Gorizia, che durante Gusti di Frontiera si trasforma profondamente nei suoi spazi e nei suoi flussi, il tema dei trasporti diventa parte integrante dell’evento. La tenuta del centro passa infatti anche dalla capacità di far arrivare e ripartire migliaia di visitatori in modo ordinato.
Il piano per presidiare il centro storico
Accanto alla mobilità, l’altro fronte decisivo è quello della sicurezza. Per l’edizione 2026 è stato predisposto un dispositivo del valore di circa 200mila euro, costruito attorno al Centro operativo comunale, a un presidio sanitario dedicato e a un coordinamento che coinvolge più soggetti.
Nel sistema previsto rientrano Polizia locale, Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Protezione civile e operatori privati. L’impianto organizzativo è stato pensato per seguire tutte le fasi della manifestazione, dall’accoglienza del pubblico fino al controllo delle aree più frequentate.
Secondo quanto emerso durante la presentazione, eventi di questa portata richiedono una regia condivisa e una pianificazione accurata. Non si tratta solo di gestire gli stand e gli spazi espositivi, ma di accompagnare per quattro giorni la vita della città in una condizione straordinaria.
Turismo, promozione e il ruolo di Gorizia dopo GO!2025
La manifestazione si inserisce anche in un quadro più ampio. Nel corso dell’inaugurazione, l’assessore Sergio Emidio Bini ha collegato Gusti di Frontiera alla crescita turistica registrata da Gorizia nel periodo successivo a GO!2025, ricordando che nei primi sette mesi del 2026 le presenze in città risultano più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2019.
Nel ragionamento della Regione, la rassegna enogastronomica diventa quindi uno strumento di promozione territoriale che unisce cucina, incontro tra culture e capacità di attrarre visitatori. In questo percorso è stato richiamato anche lo spazio “Io sono FVG”, indicato come punto di collegamento tra l’esperienza di GO!2025 e Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.
Per il Friuli Venezia Giulia, e per Gorizia in particolare, l’evento mantiene così un doppio valore: da una parte la proposta rivolta al pubblico internazionale, dall’altra la prova organizzativa di una città chiamata a gestire nel proprio centro uno dei momenti di maggiore richiamo dell’intero mese di settembre.