Gorizia, l’archivio dell’ex manicomio arriva in Consiglio regionale: chieste tutele e accessibilità

Interrogazione di Enrico Bullian dopo le segnalazioni sulle condizioni del materiale storico legato all’ex ospedale psichiatrico goriziano.

23 maggio 2026 18:03
Gorizia, l’archivio dell’ex manicomio arriva in Consiglio regionale: chieste tutele e accessibilità -
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Non c’è solo un tema di conservazione documentale, ma un pezzo rilevante della memoria sanitaria e civile del Friuli Venezia Giulia. L’archivio storico dell’ex ospedale psichiatrico di Gorizia è ora al centro di un’iniziativa in Consiglio regionale, dopo le criticità segnalate sullo stato dei materiali e sulla loro fruibilità.

A muovere il caso è il consigliere regionale indipendente di Patto-Civica Fvg Enrico Bullian, che ha depositato un’interrogazione rivolta alla Giunta. L’obiettivo è capire se l’amministrazione regionale sia già stata informata dei problemi emersi e quali misure intenda eventualmente mettere in campo per proteggere e valorizzare il fondo archivistico.

Per Gorizia il tema ha un peso particolare. Quelle carte, infatti, riguardano la storia del luogo da cui prese forma una delle esperienze più note nel cambiamento delle pratiche psichiatriche, legata al lavoro di Franco Basaglia. Bullian sottolinea che si tratta di un patrimonio che interessa il territorio isontino, l’intera regione e anche una dimensione di studio che va oltre confine.

Che cosa custodisce il fondo storico

Il materiale conservato nell’archivio racconta decenni di attività dell’istituto psichiatrico goriziano, rimasto in funzione come manicomio dal 1933 fino al 1978, anno della legge 180. Dentro questo patrimonio, ricorda il consigliere, ci sono più di 8.500 cartelle cliniche, atti amministrativi, fotografie e altra documentazione ritenuta significativa sotto il profilo storico e scientifico.

Il valore di questo insieme non riguarda soltanto la ricostruzione del passato locale. Nelle carte si riflette infatti il passaggio da un’impostazione manicomiale a un diverso modo di intendere la cura della salute mentale. Anche per questo, secondo Bullian, la tutela dell’archivio non può essere considerata una questione marginale.

Le criticità segnalate dopo il trasferimento della gestione

Al centro dell’iniziativa politica ci sono le osservazioni rese pubbliche da Franco Perazza, già direttore del Centro di salute mentale di Gorizia e del Dipartimento di salute mentale. La sua presa di posizione, ripresa anche nel dibattito pubblico, ha richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui si troverebbe oggi l’archivio.

Secondo quanto riportato da Bullian, dopo il passaggio della gestione ad Asugi il materiale sarebbe stato sistemato in locali giudicati non adeguati e poco agevoli da raggiungere. Un quadro che, se confermato, porrebbe un doppio problema: da una parte la possibile compromissione della corretta conservazione, dall’altra l’ostacolo alla consultazione da parte di studiosi e ricercatori.

Per una città come Gorizia, dove la storia della psichiatria ha lasciato un segno profondo, la questione tocca quindi sia la memoria pubblica sia il lavoro di ricerca. Il nodo non è solo dove siano custoditi i documenti, ma in quali condizioni possano essere preservati e resi realmente utilizzabili.

Le domande rivolte alla Regione

Nell’interrogazione, presentata il 23 maggio, Bullian chiede innanzitutto un chiarimento formale: la Regione è a conoscenza delle criticità indicate? E, in caso positivo, quali iniziative intende assumere per garantire protezione, recupero e piena valorizzazione dell’archivio dell’ex ospedale psichiatrico goriziano?

Il consigliere collega la vicenda a un tema più ampio, quello della salvaguardia delle testimonianze che documentano il superamento del sistema manicomiale. In quest’ottica, l’archivio di Gorizia viene indicato come un riferimento importante non soltanto per la storia locale, ma per comprendere un cambiamento che ha inciso sull’intero sistema della salute mentale.

Adesso si attende la risposta della Giunta regionale. Da quel passaggio dipenderà la possibilità di chiarire lo stato effettivo del fondo archivistico e di capire se verranno adottati interventi per assicurare a questo patrimonio una conservazione adeguata e una consultazione più accessibile.

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