Fondi regionali alle attività del Friuli, il nodo adesso è la velocità dei bandi
Nel confronto sul ddl 95 arrivano 8 milioni per Cata e Catt Fvg. Dal commercio di quartiere all’elettrodomestico, il tema è far partire presto le misure.
Più che l’annuncio delle risorse, a pesare per molte attività del Friuli sarà il momento in cui quei fondi diventeranno davvero accessibili. Nel confronto sul disegno di legge 95, dedicato alle misure finanziarie multisettoriali 2026, il tema dei tempi di attuazione è finito al centro del dibattito insieme ai nuovi stanziamenti per il sistema produttivo regionale.
A richiamare l’attenzione è il consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd), che valuta favorevolmente il pacchetto destinato alle imprese ma chiede un’accelerazione concreta sui bandi, in particolare per due ambiti considerati sensibili in Friuli Venezia Giulia: il comparto dell’elettrodomestico e il commercio di prossimità.
Otto milioni per commercio e artigianato
Tra i punti evidenziati c’è lo stanziamento complessivo di 8 milioni di euro a favore di Cata e Catt Fvg, una cifra che Pozzo giudica significativa e persino superiore a quella ipotizzata in una proposta emendativa. Le risorse, nelle intenzioni illustrate durante il dibattito, sono rivolte al sostegno di micro, piccole e medie imprese del commercio e a realtà artigianali.
Gli interventi finanziabili riguardano lavori di riqualificazione, manutenzioni straordinarie e acquisto di dotazioni e strumenti utili all’attività. Nello stesso quadro il consigliere segnala come positivi anche gli stanziamenti aggiuntivi per le start up giovanili, il voucher Turesta e l’impegno sul fronte dei ristori legati al caro carburanti per le imprese maggiormente esposte.
Secondo Pozzo, in una fase economica complicata il segnale politico dato dalla Regione è rilevante, ma non sufficiente da solo: perché le misure abbiano effetti sul territorio, occorre che il passaggio dagli stanziamenti ai bandi non si trascini troppo a lungo.
Elettrodomestico, settore strategico per il Friuli Venezia Giulia
Uno dei passaggi più delicati riguarda il settore dell’elettrodomestico, indicato come centrale per l’economia regionale. Su questo fronte, osserva Pozzo, il rinvio delle risorse al 2027 rende ancora più urgente l’attivazione del bando dedicato, così da non lasciare le imprese in una fase di ulteriore attesa.
Il punto non è soltanto finanziario. Per un comparto che ha un peso riconosciuto nel tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia, la rapidità delle misure viene letta come un elemento essenziale per offrire una prospettiva alle aziende coinvolte e per dare continuità agli investimenti.
Negozi di vicinato, l’altra urgenza aperta
L’altra questione sollevata nel dibattito riguarda i negozi di vicinato, in sofferenza tanto nei centri urbani quanto nei paesi. È qui che la richiesta di tempi certi assume un valore particolarmente concreto per molte realtà locali, soprattutto quelle che tengono vivi quartieri e piccoli comuni.
Secondo Pozzo, i bandi legati al Codice del commercio e del turismo, oggi collocati sul 2027, andrebbero messi in moto il prima possibile. La preoccupazione è che un’attesa troppo lunga finisca per indebolire ulteriormente attività che già affrontano margini ridotti, aumento dei costi e cambiamenti nelle abitudini di consumo.
Dal confronto in aula emerge quindi una linea precisa: le risorse previste dal ddl 95 vengono considerate utili, ma la vera prova sarà la capacità di trasformarle rapidamente in strumenti operativi. Per il tessuto economico del Friuli, dal piccolo commercio alle imprese manifatturiere coinvolte, il calendario dei bandi rischia di contare quanto gli importi messi a bilancio.