Fine vita, in Friuli tre serate con il documentario su Stefano Gheller: prima tappa a Turriaco

Il 30 luglio 2026 prende avvio il percorso regionale di “Lasciatemi morire ridendo”, con appuntamenti previsti anche a San Vito al Tagliamento e Palmanova.

21 luglio 2026 22:33
Fine vita, in Friuli tre serate con il documentario su Stefano Gheller: prima tappa a Turriaco -
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Il dibattito sul fine vita torna a muoversi anche in Friuli Venezia Giulia attraverso un ciclo di proiezioni che attraverserà tre territori della regione. Ad aprire il calendario sarà Turriaco, dove il 30 luglio 2026 è fissata la prima serata dedicata al documentario “Lasciatemi morire ridendo”.

L’opera ripercorre la vicenda di Stefano Gheller e affronta il tema dell’autodeterminazione nelle scelte di fine vita, un argomento che in Friuli Venezia Giulia continua ad avere un rilievo civile, giuridico e politico molto forte.

Le tre tappe già comunicate

Dopo l’appuntamento isontino, il programma annunciato proseguirà con altre due date: una a San Vito al Tagliamento e una a Palmanova. Per questi due incontri non sono stati ancora resi noti gli orari nel dettaglio.

La scelta di distribuire le proiezioni tra territori diversi conferma la volontà di portare il confronto fuori dai soli ambiti associativi o istituzionali, cercando un contatto diretto con il pubblico locale.

Una regione che sul tema ha un peso particolare

In Friuli Venezia Giulia il confronto sul fine vita non è mai rimasto astratto. La regione viene spesso richiamata per vicende che hanno inciso profondamente nel dibattito nazionale, a partire dal caso di Eluana Englaro, passaggio considerato decisivo nel percorso che ha portato alla legge sulle disposizioni anticipate di trattamento del 2017 e poi agli sviluppi successivi sul suicidio assistito.

Negli anni più recenti, nel racconto dei promotori, tornano anche altri nomi che hanno segnato la discussione pubblica: quello di Anna, che ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito in regione, e quello di Martina Oppelli, che invece si è recata in Svizzera dopo il diniego ricevuto da ASUGI.

Fine vita, tre proiezioni in Friuli Venezia Giulia: il 30 luglio si parte da Turriaco
Fine vita, tre proiezioni in Friuli Venezia Giulia: il 30 luglio si parte da Turriaco

Il film e la storia al centro del confronto

Il documentario prende spunto dall’esperienza personale di Stefano Gheller, che in Veneto aveva ottenuto l’autorizzazione al suicidio medicalmente assistito ma aveva poi scelto di non ricorrervi. Da quel momento la sua battaglia si è spostata sul diritto di altre persone, compresa la sorella, ad avere la possibilità di decidere.

Secondo chi promuove l’iniziativa, proprio questo aspetto rappresenta uno dei nuclei più forti del racconto: la libertà di scegliere non viene presentata solo come questione giuridica, ma anche come elemento capace di restituire dignità, sollievo e serenità a chi vive condizioni di sofferenza irreversibile.

Il terreno politico resta aperto

Le proiezioni arrivano mentre in regione resta irrisolto anche il nodo normativo. Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha infatti respinto la proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni e dalle realtà territoriali della campagna Liberi Subito FVG, che nel 2023 aveva raccolto più di 8.200 firme.

Per i promotori, quella bocciatura era stata giustificata con una questione di competenza regionale ritenuta però ormai superata alla luce della pronuncia della Corte costituzionale sulla legge toscana in materia di fine vita, considerata nel suo complesso legittima.

Nel quadro più ampio viene inoltre ricordato il dato degli oltre 33.000 firmatari friulani che avevano aderito al referendum per l’Eutanasia Legale del 2021. Il messaggio politico che accompagna queste serate resta dunque lo stesso: riportare al centro una richiesta di regole chiare, mentre a livello nazionale manca ancora una disciplina condivisa.

Le tre date annunciate tra Turriaco, San Vito al Tagliamento e Palmanova si inseriscono così in un percorso che punta insieme a informare e a riaprire una discussione pubblica che in Friuli Venezia Giulia, per storia e sensibilità, continua a toccare da vicino molte comunità.

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