Bilancio regionale, il primo round in Aula divide il Friuli Venezia Giulia: sanità e famiglie al centro

Nel confronto sull’assestamento 2026 emergono due linee opposte: opposizioni critiche su servizi e spesa, maggioranza convinta della tenuta della manovra.

21 luglio 2026 17:29
Bilancio regionale, il primo round in Aula divide il Friuli Venezia Giulia: sanità e famiglie al centro -
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Non è solo una discussione tecnica sui conti della Regione: il debutto in Aula dell’assestamento 2026 ha riportato al centro questioni che toccano da vicino il Friuli Venezia Giulia, dalla tenuta della sanità alle politiche per le famiglie, fino al nodo sempre più pesante del calo demografico.

Nel Consiglio regionale riunito a Trieste, il confronto si è acceso fin dai primi interventi. Da una parte le opposizioni chiedono di usare in modo più incisivo le risorse disponibili per affrontare fragilità sociali, servizi territoriali e perdita di popolazione giovane. Dall’altra la maggioranza presenta la manovra estiva come il tassello che completa il lavoro già impostato con il bilancio approvato nei mesi scorsi.

Il passaggio politico è rilevante perché nei prossimi giorni il dibattito entrerà nel vivo con la discussione degli emendamenti, già annunciati da diversi gruppi consiliari. Ed è proprio da quelle proposte che si misurerà la distanza tra le priorità indicate dai diversi schieramenti.

Opposizioni: focus su denatalità, giovani e welfare

Tra i temi più battuti c’è quello della crisi demografica. Laura Fasiolo, per il Partito Democratico, ha indicato il calo delle nascite come la questione più urgente da affrontare, collegandolo all’aumento dei nuclei composti da una sola persona e alla partenza di giovani formati che scelgono di costruire altrove il proprio futuro.

Nella sua lettura, per invertire la rotta servono interventi strutturali e non misure episodiche: istruzione, occupazione e rete sociale vengono indicati come i tre assi su cui costruire una risposta più solida. Tra i punti richiamati figurano il rafforzamento della psicologia scolastica, il sostegno agli educatori di strada, un rapporto più stretto tra ITS Academy e Università, oltre a una spinta sui servizi di prossimità per anziani e Case della comunità.

Sulla stessa linea si è collocata Manuela Celotti, anche lei del Pd, che ha contestato l’impostazione complessiva della Regione. Secondo la consigliera, la presenza di un avanzo molto consistente non rappresenterebbe un punto di forza, ma il segnale di una difficoltà nel tradurre le disponibilità finanziarie in scelte strategiche capaci di incidere su denatalità, fuga dei giovani, welfare, energia e attrattività del territorio.

La replica della maggioranza sulla tenuta dei conti

Dai banchi della maggioranza il giudizio è diametralmente opposto. Carlo Bolzonello, di Fedriga Presidente, ha descritto l’assestamento come una prosecuzione coerente della manovra approvata a dicembre, sottolineando che gli obiettivi politici non cambiano ma vengono rafforzati con interventi puntuali.

Nello stesso solco si è mosso Roberto Novelli di Forza Italia, che ha rivendicato la solidità finanziaria del Friuli Venezia Giulia e la possibilità, proprio grazie a questa impostazione, di continuare a investire in comparti considerati strategici come imprese, innovazione, agricoltura, turismo, montagna e opere pubbliche.

Quanto alla sanità, Novelli ha richiamato gli impegni regionali su ospedali, dotazioni tecnologiche, medicina di territorio e Case della comunità, un tema che riguarda in modo diretto l’organizzazione dei servizi nelle diverse aree del Friuli Venezia Giulia.

Gli emendamenti già messi sul tavolo

Nel confronto sono entrate anche le prime indicazioni sulle modifiche che i gruppi intendono presentare. Simona Liguori, del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, ha concentrato il suo intervento soprattutto sulle difficoltà economiche delle famiglie e su alcune misure specifiche in ambito sociale e sanitario.

Tra le proposte annunciate figurano interventi a favore delle donne affette da endometriosi, l’aggiornamento della normativa sulla fibromialgia, contributi per tecnologie assistive destinate alle persone con disabilità visiva e un’azione più organica sulla sanità veterinaria.

Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha invece insistito sulla gestione delle risorse, osservando che la presenza di quasi un miliardo di euro nell’assestamento indicherebbe una capacità di spesa non sufficiente rispetto ai bisogni della regione. Secondo la consigliera, quelle somme dovrebbero essere orientate con maggiore decisione verso il contrasto alle disuguaglianze e l’adattamento climatico.

Tra gli emendamenti da lei anticipati ci sono misure contro il caporalato, incentivi per aumentare gli alloggi nei centri storici, rifugi climatici, climatizzazione degli edifici scolastici, tutela della biodiversità, rafforzamento dell’odontoiatria pubblica, educazione socio-affettiva e interventi per avviare una filiera legata al granchio blu.

Il dibattito sull’assestamento 2026 proseguirà nelle prossime sedute del Consiglio regionale. Sarà lì, nel passaggio sugli emendamenti e sulle scelte di dettaglio, che si capirà quali priorità il Friuli Venezia Giulia intende davvero finanziare nei prossimi mesi.

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